La Viking Row e la notte magica di Oslo raccontata da un casalese
Nella notte sono proseguiti i festeggiamenti, con cortei e caroselli, per celebrare l’impresa. Haaland, autore di una doppietta è ovunque: nelle vetrine, sulle magliette, nelle immagini che si alternano nella mente dei tifosi. Testimone oculare il nostro Lorenzo Costa
Sembra strano immaginarlo guardando Slottsplassen nella mattinata di lunedì: l’area antistante il Palazzo Reale ha il solito flusso di turisti. Difficile pensare che, poche ore prima, un fiume di persone si sia concentrato, ancora una volta, per la celebre Viking Row, riverberando l’eccezionalità di un rito diventato virale e che, dal campo, nell’ultimo periodo è arrivato ovunque: in Parlamento, nelle strade, nelle scuole. Poco dopo il fischio finale, persino il principe ereditario Haakon ha ‘vogato’ insieme a migliaia di tifosi.
Anche lo spazio che circonda il Comune di Oslo, ad Aker Brygge, nel ‘day after’ è tornato subito alla normalità. Al netto dell’efficienza scandinava, resta l’emozione per una serata che sarà impressa, per sempre, nella storia dello sport norvegese. Poche ore prima, quei luoghi sono stati teatro di una festa incredibile, con maxischermi e decine di migliaia di persone radunate per assistere alla partita. Un oceano di tifosi che, pazientemente in coda, ha aspettato di posizionarsi per assistere alla gara.
Nelle ore precedenti il calcio d’inizio degli ottavi di finale, le tv nazionali, ad Aker Brygge, hanno intervistato supporter norvegesi e tifosi brasiliani, in una vigilia scandita dal fair play. Il secondo ‘catino’ del tifo cittadino era a qualche centinaio di metri, a Spikersuppa, area ricreativa situata lungo la via principale di Oslo, Karl Johans gate.
Qui, tra il Parlamento e il Teatro Nazionale, per vivere appieno un Mondiale storico, a partire dall’approdo della Norvegia, la cui qualificazione mancava dal 1998, è stato allestito un altro spazio con maxischermo. Un altro avamposto calcistico per tutta la durata della competizione: il computo dei tifosi nelle varie postazioni del centro, ieri sera, è stato di circa 100mila persone. Sempre ad Oslo, lo stadio di Ullevål, dove un anno fa la nazionale italiana di Spalletti è stata battuta 3 a 0, ha accolto altri supporter. I pub, ovviamente, sono stati presi letteralmente d’assalto con tavoli prenotati subito dopo la vittoria contro la Costa d’Avorio.
Nella notte sono proseguiti i festeggiamenti, con cortei e caroselli, per celebrare l’impresa. Haaland, autore di una doppietta (cui ha risposto per il Brasile, su rigore, Neymar) è ovunque: nelle vetrine, sulle magliette, nelle immagini che si alternano nella mente dei tifosi.
Alla vigilia dell’attesa, la stampa aveva dato spazio a Carlo Ancelotti, ‘padrino’ (Gudfaren, come titolato dall’Aftenposten) di una Seleção in minore, neutralizzata dall’11 scandinavo guidato dall’allenatore Ståle Solbakken. Aspettando la prima pagina, scontata, dell’edizione di domani, l’Aftenposten (tra le testate più importanti del Paese) ha dedicato all’impresa un ampio speciale sul proprio sito web. La festa in città, al Rådhusplassen di Aker Brygge, l’emozione di Solbakken condivisa con la propria famiglia e l’analisi della sconfitta carioca.