Cronaca

Fondazione Busi: nuovo accordo sul welfare e avvio del percorso verso un contratto unico

L'intervento di maggiore rilievo riguarda infatti la progressiva eliminazione del contratto CCNL Uneba, ancora applicato a circa cinquanta lavoratori, con il passaggio al CCNL Funzioni Locali, già adottato per le nuove assunzioni

In foto la Rsa Busi di Casalmaggiore
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Importanti novità per i dipendenti della Fondazione Busi di Casalmaggiore. Nel corso dell’incontro sindacale del 26 maggio 2026 il Consiglio di Amministrazione ha illustrato e condiviso con le organizzazioni sindacali una serie di accordi in materia di welfare, organizzazione del lavoro e valorizzazione del personale, delineando anche un percorso che punta all’adozione di un unico contratto collettivo per tutti i dipendenti entro il 31 dicembre 2027.

L’intervento di maggiore rilievo riguarda infatti la progressiva eliminazione del contratto CCNL Uneba, ancora applicato a circa cinquanta lavoratori, con il passaggio al CCNL Funzioni Locali, già adottato per le nuove assunzioni. Secondo la Fondazione, il nuovo contratto risulta più attrattivo e rappresenta uno strumento utile anche per affrontare le crescenti difficoltà nel reclutamento di personale assistenziale e tecnico. Il percorso sarà definito nel corso del 2026 insieme alle organizzazioni sindacali, individuando criteri come anzianità di servizio e valutazione del personale per consentire una transizione graduale e sostenibile. Le sigle sindacali hanno espresso parere favorevole alla proposta.

Tra gli accordi approvati figura anche la revisione della disciplina relativa ai tempi di pausa durante il turno di lavoro. Dal 1° giugno 2026 la pausa obbligatoria non retribuita per il personale turnista passa da 10 a 15 minuti continuativi, modificando l’accordo sottoscritto il 5 marzo 2025.

Si tratta di un’intesa destinata a suscitare attenzione anche perché il precedente accordo sulle pause era stato oggetto di critiche e contestazioni durante le precedenti amministrazioni della RSA, che avevano alimentato il dibattito sulle condizioni di lavoro del personale. La nuova revisione rappresenta quindi un ulteriore intervento su un tema che negli ultimi anni aveva già acceso il confronto interno.

Tra gli altri provvedimenti approvati figurano l’aggiornamento dell’accordo sui contingenti minimi essenziali in caso di sciopero, conseguente all’internalizzazione del Centro Diurno Integrato, la definizione degli organici massimi per alcuni servizi destinati al personale con limitazioni certificate dal medico competente e l’introduzione del nuovo profilo dei “Servizi Assistenziali di Supporto”.

Sul fronte economico, la Fondazione ha inoltre stanziato un Fondo per il riconoscimento professionale pari a 48.200 euro, destinato alle politiche incentivanti e premianti per il 2026. L’accordo prevede obiettivi annuali per i diversi comparti e un sistema di riconoscimento economico collegato al loro raggiungimento. È stato inoltre previsto un gettone di rientro per il personale assistenziale che, su base volontaria e nel rispetto della normativa sull’orario di lavoro, garantirà la copertura dei turni.

Con queste decisioni il Consiglio di Amministrazione punta a rafforzare l’attrattività della Fondazione come datore di lavoro, uniformare il trattamento contrattuale dei dipendenti e migliorare l’organizzazione dei servizi, aprendo una nuova fase nelle relazioni sindacali dell’ente.

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