Ambiente

Distretto del Po-siccità: con l’acqua disponibile restano dieci giorni per l’irrigazione

In Lombardia il deficit medio di risorsa ha raggiunto il 40% e si valuta un soccorso irriguo per il Lago d’Idro (in particolare difficoltà) fino al 20 luglio, termine della stagione irrigua

Il Po rimane osservato speciale in tutte le regioni che attraversa

Una serie di indirizzi per il territorio al fine di promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile a scala distrettuale in un quadro fortemente critico: indicazioni di suggerimento che non comportano alcun vincolo e sono limitate al solo Bacino del fiume Po (e non all’intero Distretto) discusse ed adottate in sede d’aggiornamento dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino del fiume Po e che ha riunito tutti i partner in via straordinaria a Taglio di Po (Rovigo), presso la sede del Consorzio di bonifica Delta del Po, la cui presidente Virginia Taschini, insieme al direttore generale Rodolfo Laurenti hanno accompagnato, prima dell’inizio dei lavori, il team del Settore “Gestione Risorse Idriche” dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, nel territorio di Porto Tolle; qui, coadiuvato dai funzionari dell’ADBPO, il dirigente dell’ente Francesco Tornatore  ha preso visione di alcune situazioni particolarmente critiche, come quelle alle prese irrigue dello Scolo Scoetta (dove è in funzione un sistema di pompe mobili per garantire la risorsa idrica all’agricoltura), del Canale Ca’ Mello e della presa al potabilizzatore di Ponte Molo.

“Una situazione particolarmente complessa e delicata, quella del territorio del Delta del Po, a causa del perdurare di valori di portata ridotti che determinano purtroppo condizioni favorevoli all’intrusione salina che, nel ramo di Pila/Venezia, si attesta a 20 chilometri dalla foce e nel ramo di Goro è giunta anche fino a 25 chilometri – ha sottolineato Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. La presenza dell’Osservatorio qui, oggi, intende essere un segnale affinché l’attenzione permanga alta sullo stato di queste condizioni che, ormai da un mese abbondante, stanno determinando difficoltà sempre più marcate nell’approvvigionamento irriguo, nell’idropotabile, dove Acque Venete è costretta a limitare i prelievi e che rischiano di compromettere l’habitat e la biodiversità dell’ecosistema”.

Ma il Veneto non è l’unica regione del Nord Italia a subire le criticità causate dalle ripetute ondate di afa e a sperare nei previsti temporali dei prossimi giorni: il quadro permane infatti difficile in diversi comprensori del Distretto, come in Piemonte, dove la Regione ha convocato per lunedì un focus d’emergenza avendo ricevuto richiesta di rilasci ulteriori dagli invasi di monte verso il Lago Maggiore, per poter minimamente continuare a fornire risorsa idrica al Po, soffre l’idropotabile e anche l’uso irriguo (specie le aree risicole, con una riduzione di circa l’80% della risorsa fonte: ANBI); nelle zone della Liguria le elevatissime temperature hanno contribuito a determinare una situazione idrologica superficiale in lieve deficit, mentre permangono ancora criticità alle falde; in Lombardia il deficit medio di risorsa ha raggiunto il 40% e si valuta un soccorso irriguo per il Lago d’Idro (in particolare difficoltà) fino al 20 luglio, termine della stagione irrigua.

Difficoltà, seppur minori, anche in Valle d’Aosta per l’approvvigionamento idrico all’agricoltura; resiste la Toscana, che non segnala richieste di deroghe e dove il deflusso ecologico è pienamente garantito; in Emilia-Romagna diverse richieste di deroga sui corsi d’acqua minori appenninici, ora al vaglio di ARPAE e dighe piacentine di Mignano e Molato (piene entrambe al 42%) che proseguono nel fornire l’acqua all’agricoltura locale, mentre Ridracoli (pieno sino al 78%) e Conca (percentuale di riempimento: 62%) stanno sostenendo il comparto idropotabile della Romagna in quella che è praticamente la fase di picco stagionale di richiesta d’acqua.

Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 7 luglio: Piacenza 188 metri cubi al secondo; Cremona 232 m3/s; Boretto (RE) 261 m3/s; Borgoforte (MN) 271 m3/s; Pontelagoscuro, sul Delta, 307 m3/s (ma nelle ultime ore i valori si attestano a circa 289 m3/s).

Giù in picchiata i Grandi Laghi Regolatori che, alla data dell’8 luglio, registrano volumi inferiori ai valori medi di riferimento: nell’arco dell’ultima settimana si è registrata una riduzione della percentuale di riempimento pari a circa il -17% per il Lago Maggiore (-33 cm in una sola settimana, che equivalgono a 69 milioni di metri cubi d’acqua perduti); -15% per il Lago di Como; -18% per il Lago d’Iseo; -8% per il Lago d’Idro; e –5% per il Lago di Garda. Volumi invasati inferiori alla media anche per la risorsa idrica delle dighe montane.

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale viene dunque confermata “MEDIA in assenza di precipitazioni”.

Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 21 luglio. Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .

Alla luce del perdurare della severità idrica, l’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del Po ha rivolto una serie di raccomandazioni agli enti competenti per tutelare il bilancio idrico del bacino e garantire il rispetto del deflusso minimo vitale e del deflusso ecologico (DMV/DE).

Tra le indicazioni principali figura la priorità da assegnare alle richieste di deroga al DMV/DE necessarie per completare il ciclo delle colture di primo raccolto. L’Osservatorio raccomanda invece di non concedere deroghe per l’irrigazione di colture destinate alla produzione di energia, mentre le eventuali richieste relative alle colture di secondo raccolto dovranno essere valutate soltanto se adeguatamente motivate.

Sul fronte delle concessioni, viene inoltre chiesto di evitare nuovi attingimenti precari nei bacini e nei sottobacini dove le risorse idriche disponibili non sono sufficienti a soddisfare le concessioni già autorizzate. Restano escluse da questa limitazione le derivazioni temporanee o emergenziali realizzate dai Consorzi di bonifica nei casi previsti dalla normativa.

L’Osservatorio invita inoltre Regioni, Province e Città metropolitane a valutare, nei territori interessati dalle maggiori criticità, la nomina del “regolatore” previsto dalla normativa: una figura tecnica terza e indipendente chiamata a ripartire le disponibilità idriche tra le diverse utenze e a proporre eventuali limitazioni temporanee dei prelievi.

Un altro punto riguarda il rafforzamento dei controlli sui prelievi d’acqua. Le amministrazioni sono invitate a verificare con maggiore intensità la regolarità delle concessioni e il rispetto delle portate autorizzate, coinvolgendo anche Consorzi di bonifica, enti di polizia idraulica, Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente e Carabinieri Forestali.

L’Osservatorio ricorda inoltre che tutti i punti di derivazione e di prelievo da acque superficiali devono essere dotati di strumenti idonei per la misurazione delle portate e dei volumi prelevati, come previsto dalla normativa vigente. In assenza di tali dispositivi, sottolinea il documento, non è possibile verificare il rispetto delle eventuali deroghe concesse.

Infine, gli enti competenti sono tenuti a comunicare all’Autorità di bacino tutte le richieste di deroga al deflusso minimo vitale e al deflusso ecologico che interessano il reticolo idrografico principale, in particolare gli affluenti diretti del Po, così da consentire una valutazione complessiva degli effetti sul bilancio idrico del distretto. Per i fiumi Dora Baltea, Sesia, Ticino, Lambro, Adda sub-lacuale, Oglio sub-lacuale e Mincio, l’Autorità chiede alle Regioni di trasmettere le eventuali richieste in modo coordinato, così da permetterne una valutazione unitaria.

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