Fondazione Busi, i sindacati: “Soddisfatti dei risultati, ma resta alta l’attenzione”
CGIL, CISL e UIL esprimono un giudizio positivo sul confronto con il CdA della Fondazione, evidenziando i progressi su welfare e contratto unico. Resta alta l’attenzione sul tema del personale con limitazioni certificate da parte dei sindacati
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I sindacati esprimono soddisfazione per il percorso di confronto avviato con l’attuale Consiglio di Amministrazione della Fondazione Busi di Casalmaggiore, che nell’ultimo anno ha consentito di raggiungere importanti risultati a favore del personale.
Luca Dall’Asta (FP CGIL Cremona), Angelo Valenti (CISL FP Asse del Po) e Maricla Martini (UIL FP Cremona) entrano nel dettaglio: “Positivo il rafforzamento delle relazioni sindacali, così come gli accordi sul welfare aziendale e la revisione delle regole relative ai tempi di vestizione e di pausa, che garantiscono maggiore chiarezza e tutela per le lavoratrici e i lavoratori.
Particolarmente significativo è l’impegno assunto dalla Fondazione per arrivare progressivamente a un unico contratto collettivo, privilegiando il CCNL Funzioni Locali rispetto al CCNL Uneba, ancora applicato a una parte del personale.
Si tratta di una rivendicazione che, come organizzazioni sindacali, sosteniamo da sempre, fondata su un principio semplice: stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario. Una scelta che può rappresentare un importante segnale per tutto il settore delle RSA del territorio, oggi alle prese con crescenti difficoltà nel reperire e trattenere personale qualificato, in particolare quello assistenziale.
Nei prossimi mesi vigileremo affinché il percorso avvenga secondo criteri chiari, trasparenti e condivisi, senza disparità di trattamento e garantendo pari opportunità a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori coinvolti”.
Resta invece alta l’attenzione sul tema del personale con limitazioni certificate da parte dei sindacati: “Le preoccupazioni legate ai fabbisogni organizzativi espressi dalla Fondazione – spiegano Dall’Asta, Valenti e Martini – impongono la massima cautela. Per il sindacato, la tutela dell’occupazione, delle fragilità e della dignità professionale delle persone deve rimanere una priorità assoluta. In questo senso, abbiamo anche espresso contrarietà all’ipotesi di un mansionario unico, ritenendo che ogni situazione debba essere valutata singolarmente, sulla base delle prescrizioni del medico competente.
Il lavoro svolto finora va nella direzione giusta e dimostra che il confronto produce risultati concreti. Ora, però, occorre trasformare gli impegni assunti in fatti. Su questo saremo presenti, vigili e determinati, perché nessun lavoratore e nessuna lavoratrice restino indietro e perché gli obiettivi annunciati diventino diritti effettivamente esigibili”.