Cultura e spettacoli

L’Invido unisce Casalasco e Argentina: una ricerca riscopre una tradizione di ritorno

Tra gli ospiti potrebbe esserci anche una giovane argentina di cognome Allodi, discendente di emigranti originari del Casalasco, che porterà la propria testimonianza sul Truco e sul percorso che ha unito, attraverso il gioco, due continenti

In foto una gara di Invido (video Alessandro Osti)
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Che cosa accomuna Casalmaggiore, e più in generale il Casalasco, all’Argentina? La risposta più immediata è l’emigrazione che, tra Ottocento e Novecento, portò migliaia di persone a lasciare queste terre per cercare fortuna in Sudamerica. Un legame che ancora oggi emerge, ad esempio, dal numero di cittadini iscritti all’Aire nei comuni del territorio.

Ma c’è un filo meno conosciuto che lega le due sponde dell’oceano, e passa attraverso un gioco di carte. Si chiama Invido ed è strettamente imparentato con il celebre Truco argentino, nato e trasformato proprio grazie agli scambi culturali generati dall’emigrazione.

A raccontarne la storia è il sociologo Mauro Ferrari, di Piadena Drizzona, che guiderà una ricerca promossa nell’ambito della Sagra di Fossacaprara, vincitrice di un bando di Regione Lombardia.

«Il gioco è un elemento fondamentale della vita delle persone – spiega Ferrari –. Permette di creare relazioni, rafforzare il senso di comunità e favorire l’incontro diretto tra le persone, senza la pressione tipica della competizione sportiva. Ancora di più il gioco di carte, che storicamente ha animato bar e osterie, diventando un vero e proprio rito collettivo, fatto non solo di partite ma anche di commenti, ricordi e partecipazione del pubblico.»

L’Invido rappresenta però qualcosa di ancora più particolare. «È un gioco che mescola abilità, strategia, rischio e bluff, ma soprattutto racconta una storia di meticciato culturale. Potrebbe infatti essere stato portato in Argentina dagli emigranti italiani e, nel tempo, è ritornato in Italia trasformato, proprio come è accaduto a molti piatti che oggi consideriamo tradizionali. Le identità si costruiscono attraverso continui scambi, e questo gioco ne è una testimonianza.»

L’Invido è già conosciuto nel territorio e viene proposto, ad esempio, durante la 24 Ore dello Sport degli Amici del Po, coinvolgendo soprattutto le comunità di Casalmaggiore e Sabbioneta. Il progetto punta ora ad approfondirne le origini, le regole e il valore sociale, valorizzandolo come patrimonio culturale.

La ricerca si svilupperà durante la Sagra di Fossacaprara, in programma nel quarto fine settimana di agosto, dove il gioco sarà protagonista insieme ad alcune iniziative dedicate alla gastronomia, per sottolineare il legame tra tradizioni ludiche e convivialità.

Tra gli ospiti potrebbe esserci anche una giovane argentina di cognome Allodi, discendente di emigranti originari del Casalasco, che porterà la propria testimonianza sul Truco e sul percorso che ha unito, attraverso il gioco, due continenti.

Per l’occasione saranno invitate le quindici comunità ludiche lombarde e l’Invido verrà presentato come pratica candidata a entrare nel patrimonio del gioco tradizionale riconosciuto dall’UNESCO grazie al lavoro dell’Associazione Giochi Antichi di Verona.

Il progetto proseguirà anche in autunno con un convegno a Sabbioneta, al quale prenderanno parte Regione Lombardia, l’Associazione Giochi Antichi, il Ministero competente e le comunità ludiche lombarde. Sarà un’occasione per approfondire il valore storico, antropologico e culturale dell’Invido, un gioco che racconta, attraverso le carte, una storia di partenze, ritorni e identità condivise.

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