Origini del gesto, a Gualtieri l’arte raccontata attraverso le tavolozze dei maestri
La mostra inaugurata alla Casa Museo Antonio Ligabue riunisce tavolozze e opere di numerosi artisti, offrendo uno sguardo sul momento in cui prende forma un dipinto
C’è tempo fino al 20 settembre per visitare “Origini del gesto”, la mostra che accompagna il pubblico alle radici della creazione artistica attraverso un percorso dedicato alle tavolozze dei pittori, là dove un’opera prende forma ancora prima di arrivare sulla tela.
L’esposizione, inaugurata sabato 18 luglio alla Casa Museo Antonio Ligabue, nasce dall’incontro tra la struttura museale e Augusto Medici, da oltre cinquant’anni attivo nel mondo dell’arte come organizzatore di mostre e fiere in Italia e all’estero, fondatore della rivista Contemporart ed ex titolare della Galleria “La Ghirlandina” di Modena, oggi trasferita a Nonantola.
Dagli anni Novanta Medici ha iniziato a raccogliere le tavolozze dei pittori, affascinato dal loro valore espressivo. Secondo il collezionista, proprio sulle tavolozze ogni artista lascia inconsapevolmente un segno della propria creatività, trasformando uno strumento di lavoro in un oggetto che assume anche un valore artistico. Nel corso degli anni ha così dato vita a una vasta raccolta dedicata a questi strumenti, frutto di una ricerca iniziata oltre trent’anni fa.
Per l’occasione è stata selezionata una raccolta di 24 tavolozze, tutte appartenute ad artisti di rilievo, esposte accanto ai rispettivi dipinti per mettere in relazione il processo creativo con il risultato finale. Tra gli autori figurano, tra gli altri, Alfonso Borghi, Galliano Cagnolati, Adele Lo Feudo, Giuliano Trombini, Giuliano Grittini, autore di una caratteristica tavolozza pop a forma di chitarra, Paolo Baratella e Remo Brindisi, in un percorso che riunisce opere di artisti viventi e scomparsi.
Tra i pezzi più significativi dell’esposizione spicca la tavolozza di Antonio Ligabue, presentata accanto al dipinto “Orso che balla”, a sottolineare il legame tra lo strumento di lavoro del pittore e l’opera compiuta.
Alla presentazione della mostra sono intervenuti Augusto Medici, il professor Marco Cagnolati, critico d’arte, e Angelo Leidi, direttore artistico della Casa Museo.
“Le palette definiscono lo stile e l’atmosfera di un’opera. La vicinanza tra la tavolozza e i quadri originali degli artisti mette in rapporto diretto il processo di mescolanza dei cromatismi, valorizzando il processo di appartenenza tra l’opera e lo strumento di lavoro utilizzato dal pittore. La tavolozza diventa un’opera d’arte astratta e anticipa il risultato finale sulla tela: un elemento cruciale nell’arsenale di ogni pittore, rappresentando non solo uno strumento funzionale, ma anche un’estensione della propria creatività. Ciò che rende la tavolozza speciale è il modo in cui riflette la personalità del pittore”, ha sottolineato Marco Cagnolati.
Promossa dal Circolo A.I.C.S. “Il Borgo” e dalla Casa Museo Antonio Ligabue, con il patrocinio del Comune di Gualtieri, la mostra propone uno sguardo sul momento in cui nasce l’opera, mettendo in dialogo il dipinto finito con lo strumento che ha accompagnato il lavoro dell’artista e offrendo ai visitatori l’opportunità di osservare da vicino uno degli elementi più intimi del processo creativo.