Rsa Grassi, acque agitate: via l’incarico a Calavalle, manca il nuovo direttore sanitario
Ma la questione non riguarda soltanto la sostituzione del direttore sanitario, figura prevista per legge. A preoccupare è soprattutto la continuità della presenza medica nella Rsa, dopo la fine, dal primo gennaio scorso, della convenzione con la Nuova Millennio
Acque agitate alla casa di riposo “Carlo Louisa Grassi” di Viadana. Il direttore sanitario Michele Calavalle, in carica da tre anni, a fine mese lascerà l’incarico. Una decisione, precisa lo stesso medico, che non sarebbe stata presa per sua volontà, ma dalla nuova presidente della struttura, Maria Grazia Tripodo, eletta lo scorso 11 luglio.
«Ieri mi è stata comunicata la volontà di togliermi l’incarico – racconta Calavalle –. Ho cinquant’anni di carriera alle spalle, una vita densa di risultati e prestazioni, e ora, in punto in bianco, mi sento dire che non hanno più bisogno di me. Mi mandano via come uno scolaro cacciato fuori dalla scuola. Credo sia giusto che la collettività venga a conoscenza di questa notizia».
Alla base della decisione, secondo quanto emerso successivamente, ci sarebbe una forte incompatibilità caratteriale tra Calavalle e un altro medico della struttura. Una situazione che avrebbe raggiunto livelli tali da rendere difficili anche i rapporti quotidiani: i due, pur avendo le stanze una accanto all’altra, si sarebbero rivolti comunicazioni principalmente via email, evitando il confronto diretto.
Ma la questione non riguarda soltanto la sostituzione del direttore sanitario, figura prevista per legge. A preoccupare è soprattutto la continuità della presenza medica nella Rsa, dopo la fine, dal primo gennaio scorso, della convenzione con la Nuova Millennio.
A sollevare il problema è Enzo Rosa, presidente della società che riuniva i medici di medicina generale: «La domanda è chi garantirà il servizio quando i medici della Rsa avranno terminato il turno, dalle 8 alle 20?». Il personale smontante, osserva Rosa, non può essere considerato automaticamente disponibile a rientrare in struttura una volta tornato a casa.
In precedenza, proprio la convenzione con la Nuova Millennio consentiva di individuare rapidamente un medico sostitutivo in caso di necessità, una funzione particolarmente delicata in una casa di riposo, dove possono verificarsi situazioni di emergenza. Un compito che, sottolinea Rosa, non può essere semplicemente demandato ai medici di guardia al di fuori dei loro turni notturni o festivi.
Il nodo, dunque, resta aperto: oltre alla nomina del nuovo direttore sanitario, la struttura dovrà individuare una soluzione per garantire la presenza medica anche nelle ore non coperte dai turni ordinari.
Ros Pis