Cronaca

Viadana ricorda gli internati militari nei lager nazisti: consegnate le medaglie d’Onore

Tra i viadanesi ricordati figurano Danilo Arrighi, classe 1917, Carlo Morelli, classe 1920, Evelino Bellari, classe 1919, Vittorio Bottesini, classe 1924, e Gabriele Flisi, classe 1910

La consegna della medaglia
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La memoria degli italiani deportati nei campi di concentramento tedeschi dopo l’8 settembre 1943 è stata al centro della cerimonia che si è svolta questa mattina all’Auditorium del Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova, dove sono state consegnate le Medaglie d’Onore alla memoria conferite dal Presidente della Repubblica ai cittadini della provincia di Mantova internati e deportati durante la Seconda guerra mondiale.

Una giornata particolarmente significativa anche per Viadana, presente alla cerimonia con una delegazione di familiari degli internati militari italiani. A consegnare le onorificenze, alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, sono stati il prefetto di Mantova, Roberto Bolognesi, e i sindaci dei Comuni coinvolti, tra cui il primo cittadino viadanese Nicola Cavatorta e il sindaco di Pomponesco Giuseppe Baruffaldi.

La ricorrenza del 20 settembre è stata istituita con la legge 13 gennaio 2025, n. 6, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria dei militari e dei civili italiani deportati nei campi di concentramento nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Una pagina dolorosa della storia italiana che coinvolse centinaia di migliaia di militari, internati dopo aver rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana o di continuare a combattere al fianco della Germania nazista.

Anche Viadana ha voluto ricordare i propri IMI, gli Internati Militari Italiani, alcuni dei quali avevano già ricevuto la Medaglia d’Onore negli anni scorsi. Tra i viadanesi ricordati figurano Danilo Arrighi, classe 1917, Carlo Morelli, classe 1920, Evelino Bellari, classe 1919, Vittorio Bottesini, classe 1924, e Gabriele Flisi, classe 1910.

Attraverso i loro nomi e le loro storie, la cerimonia ha rappresentato un momento di memoria collettiva, affidando alle nuove generazioni il ricordo di uomini che, dopo l’armistizio, conobbero la deportazione, la prigionia e le dure condizioni dei lager tedeschi.

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