Cronaca

Minacciò il capotreno con un coccio di bottiglia: condannato, risarcirà anche Trenord

L'imputato, un 28enne nigeriano, era anche accusato di interruzione di pubblico servizio per aver fatto accumulare al convoglio un ritardo di quindici minuti

In foto un intervento dei Carabinieri in stazione a Piadena Drizzona (foto di repertorio)

Minacce e interruzione di pubblico servizio: con queste accuse un nigeriano di 28 anni è stato condannato a tre mesi, pena sospesa, e al risarcimento a Trenord e al capotreno contro cui l’imputato si era scagliato il 14 luglio del 2021 a bordo del convoglio partito da Mantova e diretto a Milano Centrale.

L’imputato, assistito d’ufficio dall’avvocato Gianluca Pasquali, aveva rotto una bottiglia di vetro con cui aveva minacciato il capotreno, dicendogli: “Vieni qua che ti faccio vedere”. Lo straniero aveva dato in escandescenze in quanto sosteneva che avrebbe dovuto scendere alla fermata precedente a quella di Piadena Drizzona, ma che le porte del treno non si erano aperte.

Una volta arrivati alla stazione di Piadena Drizzona, il 28enne aveva cercato di colpire, senza riuscirci, il capotreno, provocando, con il suo comportamento, un ritardo di 15 minuti alla ripartenza del convoglio.

A processo, sia il capotreno che Trenord hanno chiesto i danni, costituendosi parti civili, ottenendo un risarcimento di mille euro ciascuno.

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