Salute

Da Vinci entra all’Oglio Po: ma è un genio… robotico

L’introduzione della tecnologia avverrà comunque per fasi, partendo dalle discipline nelle quali l’utilizzo della robotica è già maggiormente consolidato. Prospettive interessanti riguardano anche il settore delle Neuroscienze

In foto l'ingresso del nosocomio di Vicomoscano
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L’Ospedale Oglio Po si prepara a compiere un nuovo passo nel percorso di innovazione chirurgica. La struttura sanitaria di riferimento per il territorio casalasco-viadanese, ma capace di attrarre pazienti anche dalle province di Parma e Reggio Emilia, avrà a disposizione un robot chirurgico Da Vinci, già messo a disposizione dall’Asst di Cremona sia a Casalmaggiore sia nel capoluogo.

Il nome richiama naturalmente Leonardo da Vinci, anche se gli interessi dello scienziato fiorentino del Cinquecento non sembrano avere avuto a che fare con la chirurgia. A vederlo da vicino, il robot appare lontano dalle sembianze umane: una struttura massiccia in acciaio, dotata di diversi bracci meccanici retrattili, destinati ad affiancare il lavoro del chirurgo.

«Il suo ingresso in sala operatoria rappresenterà un passaggio importante per il nostro Dipartimento – afferma Erika Maria Viola, direttore del Dipartimento chirurgico – grazie al suo occhio e alle sue braccia, che affiancheranno quelle dei nostri chirurghi, amplificandone precisione e destrezza».

Soddisfazione viene espressa anche dal direttore generale di Asst Cremona, Ezio Belleri, che ricorda come già nel mese di maggio fosse stato annunciato l’ingresso della chirurgia robotica. Ora quell’annuncio si traduce in un investimento concreto.

L’introduzione della tecnologia avverrà comunque per fasi, partendo dalle discipline nelle quali l’utilizzo della robotica è già maggiormente consolidato. Prospettive interessanti riguardano anche il settore delle Neuroscienze.

A spiegare il percorso è Antonio Fioravanti, direttore del settore, secondo il quale la prima disciplina coinvolta sarà l’Otorinolaringoiatria, dove esistono già applicazioni consolidate della chirurgia robotica. Più articolato, invece, il discorso per la Neurochirurgia, un ambito ancora in evoluzione: negli Stati Uniti stanno maturando proprio in questi anni le prime esperienze.

Anche per la chirurgia transfenoidale dell’ipofisi il percorso sarà necessariamente graduale, attraverso una progressiva introduzione delle nuove possibilità offerte dalla tecnologia robotica.

Ros Pis

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