Il dialetto racconta il territorio: a Quattrocase il quinto Memorial Tenca
Durante l’incontro alla Cascina Rizzi si alterneranno racconti, poesie, filastrocche, proverbi, modi di dire, filmati e canzoni, in dialetto e non
Il dialetto come memoria, identità e patrimonio culturale del territorio. È questo il filo conduttore del quinto Memorial dedicato a Giampietro Tenca, l’indimenticato poeta e studioso casalasco, promosso da “Inventio” di Casalmaggiore e “Il Punto” di Quattrocase. L’appuntamento è in programma sabato 26 settembre alle 17 alla Cascina Rizzi di Quattrocase, in via Gioberti 106.
L’incontro vuole essere ancora una volta un momento di riflessione e di valorizzazione di quella lingua che, nelle sue tante varianti locali, racconta la storia delle comunità forse più di quanto riesca a fare la lingua ufficiale. La cadenza, le parole, i modi di dire consentono infatti di riconoscere un territorio e, talvolta, persino un singolo paese.
Un patrimonio che nel Casalasco e nel Viadanese è particolarmente ricco e che negli anni è stato raccolto e studiato da numerosi appassionati. Tra i lavori più recenti vengono ricordati il “Tesoro dialettale viadanese” di Ernesto Flisi, “Il gergo dei muratori viadanesi” di Alfio e Paola Lucchini e la ricerca di Damiano Chiarini sulle figure tipiche di Fossacaprara. Un impegno che si inserisce nel solco delle ricerche condotte a suo tempo proprio da Tenca, attraverso studi sul dialetto e soprattutto attraverso le sue poesie.
Il dialetto conserva anche tracce di epoche lontane e dei popoli che hanno attraversato queste terre. Alcune parole rimandano al francese, come “noeuv” e “pom d’or”, all’austriaco, come “sghei”, o allo spagnolo, con espressioni come “ad rifa” o “ad rafa”, accanto alle numerose derivazioni latine e longobarde. Anche i proverbi, quando vengono pronunciati in dialetto, mantengono intatto il significato ma acquistano un diverso colore e una precisa ambientazione. Un patrimonio che Casalmaggiore sta cercando di valorizzare anche attraverso il progetto delle targhe dedicate ai proverbi, nell’ambizione di diventare il “paese dei proverbi”.
La produzione letteraria e documentaria legata al dialetto casalasco-viadanese è del resto vastissima: dagli studi di Andrea Bernini alle raccolte di Amilcare Azzoni e al Vocabolario del dialetto del Romani, passando per “Ris e Fasöi” di Gardani, “Al dialet di magiurén” di Cirani, il dizionario del dialetto viadanese di Paola e Alfio Lucchini e i lavori di Morandi da Piadena. E ancora le poesie di Tenca, Righi e Chiesa, i canti danteschi dell’Inferno trascritti in dialetto da Gilberto Boschesi, le opere di Cesare Ruggeri, del professor Boles, le raccolte di Tracisio Tizzi, le storie di Zanoni e le pubblicazioni sugli “scutmàj” di Tenca e Luigi Cavatorta.
Non mancano il teatro e la musica, con le commedie dialettali di Moggia, Paroni, Boldrini e Piero Zaffanella e le canzoni di Pietro Borettini, il “Pedar” di Viadana, Miro Lanzoni e molti altri autori. Un patrimonio che il Memorial vuole non soltanto ricordare e conservare, ma riportare all’attenzione del pubblico.
Durante l’incontro alla Cascina Rizzi si alterneranno racconti, poesie, filastrocche, proverbi, modi di dire, filmati e canzoni, in dialetto e non. Un pomeriggio dedicato alla cultura locale, ma anche al ricordo di un comune amico, Giampietro Tenca, che era sempre presente alle iniziative organizzate a Quattrocase.
Al termine ci sarà anche l’occasione per condividere un aperitivo. L’appuntamento è alla Cascina Rizzi di Quattrocase, in via Gioberti 106.