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Devicenzi, una maglia tricolore e due secondi posti al Vigorelli

Dal record delle 24 ore di Arese alla pista del Vigorelli: Andrea Devicenzi è salito sul podio nelle prove affrontate ai Campionati Italiani Assoluti di Ciclismo Paralimpico

Devicenzi protagonista ai Campionati Italiani Assoluti di Ciclismo Paralimpico su pista
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La recente impresa di Arese ha portato in dote altri record (e medaglie) da aggiungere al palmarès personale e una condizione fisica ottimale, frutto di mesi di programmazione, lavoro, preparazione atletica per intraprendere – per il secondo anno di fila – un tour de force lungo 24 ore e spostare un po’ più in là il concetto di limite nel mondo del ciclismo paralimpico. Naturale dunque sfruttare lo “stato di grazia” per mettersi alla prova anche su una distanza e in discipline completamente diverse. È quanto ha fatto Andrea Devicenzi domenica 4 ottobre al Velodromo Maspes-Vigorelli di Milano, dove si sono disputati i Campionati Italiani Assoluti di Ciclismo Paralimpico su Pista, Trofeo Feelmibike Milanosport.

L’atleta di Martignana di Po ha chiuso la giornata con la maglia tricolore nell’inseguimento e due secondi posti, conquistati nel chilometro da fermo e nello scratch. La competizione ha coinvolto circa quaranta atlete e atleti provenienti da tutta Italia, nelle categorie C1-C5 e Tandem B, e rappresentava anche una selezione in vista dei Mondiali su pista in programma a fine ottobre nei Paesi Bassi.

Una partecipazione nata dalla volontà di misurare la condizione raggiunta dopo la preparazione per il record delle 24 ore di Arese, ma affrontando prove dalla natura completamente differente. “La preparazione per il record delle 24 ore mi ha portato a un livello fisico che meritava di essere misurato anche altrove, ma completamente diversa da quella che servirebbe per queste specialità”, ha spiegato Devicenzi, sottolineando la differenza tra gli sforzi brevi ed esplosivi richiesti dalla pista e la gestione continua necessaria nelle gare di lunga durata.

A rendere possibile questa nuova esperienza anche la bicicletta preparata da Romolo Stanco, l’architetto che aveva progettato e costruito il mezzo utilizzato per i record di Arese. Per i campionati milanesi Stanco ha allestito una X23 da pista, con cui Devicenzi ha trovato immediatamente sintonia. “Mi ci sono trovato bene fin da subito, dal primo giro sull’anello in legno del Vigorelli”, ha raccontato.

La soddisfazione per il risultato è stata accompagnata da quella per essere riuscito a esprimere tutto il proprio potenziale nelle tre prove. “Sono contento della maglia tricolore, ma ancor di più di essere stato in grado di dare tutto ciò che potevo dare, in ogni prova”.

Poi, sul podio, è arrivato il momento più emozionante, quello dell’inno nazionale. Un’esperienza che Devicenzi ha descritto come particolarmente significativa: “Nella vita mi è successo rarissime volte di sentirlo suonare per me. Ogni volta capisco perché gli atleti lo raccontano come un momento che vale una carriera: in quei secondi passa tutto”.

A tre settimane dai 623,820 chilometri percorsi ad Arese, la maglia tricolore assume così anche un significato legato al metodo di lavoro seguito dall’atleta e al libro che sta scrivendo. “Un sistema costruito bene non vale solo per l’obiettivo per cui l’hai costruito. Regge anche dove non lo avevi previsto”. Un concetto che Devicenzi sintetizza nella frase che accompagna il suo percorso: “L’impossibile non esiste. È solo ciò che non abbiamo ancora sistematizzato”.

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