Si è spenta, dopo una lotta al
male col sorriso, Silvana Somenzi
Il male l’aveva colpita due anni fa e lei lo ha affrontato come tutto nella sua vita: con forza e col sorriso. E vien da dire che la morte mai si fa scrupolo di portarsi via prima del tempo coloro che in terra sono per tutti una benedizione
Ha lottato come un leone Eurosia Somenzi, per tutti Silvana, il suo cuore ha tenuto finché ce n’era, finché è riuscito, fino all’ultimo battito, a far fronte a un male troppo cattivo per un cuore buono. Il suo cuore buono, come dimenticarlo? Era un angelo Silvana, in questa sola parola riassumono la sua essenza i famigliari, il marito, le figlie. Sempre a disposizione, sempre pronta, sempre con la mano tesa verso chi aveva bisogno. Si dice che è normale parlare bene di qualcuno quando se ne va ma nel caso di Silvy non sono affatto parole di convenienza. Lei era così, materna, solare, affabile e sorrideva, sorrideva sempre alle persone, alla vita, al mondo. Dedita alla famiglia e al lavoro, fu stiratrice per anni presso la lavanderia Giulia di via Romani, non metteva mai sé stessa in primo piano, prima venivano glia altri. “Un porto sicuro – racconta commossa la nipote Meris – quando si entrava in casa sua i profumi erano più intensi, i sapori deliziosi, perfino il caffè era migliore di qualsiasi altro, per non dire dell’amore e dell’accoglienza”. Il male l’aveva colpita due anni fa e lei lo ha affrontato come tutto nella sua vita: con forza e col sorriso. E vien da dire che la morte mai si fa scrupolo di portarsi via prima del tempo coloro che in terra sono per tutti una benedizione e ci si arrabbia, ci si chiede perché pur sapendo che una risposta razionale non arriverà. Silvana aveva 75 anni e ancora tanto da dare ma soprattutto avrebbe potuto godersi ancora un tozzo di vita, quella vita che lei tanto amava. Il suo tesoro, la sua eredità di donna forte e amorevole rimarrà su questa terra a ricordo e ad esempio, e non è un luogo comune, alcune persone mancano più di altre e vengono ricordate più di altre semplicemente per ciò che hanno saputo donare. Avrebbe voluto di certo essere salutata col sorriso, vedere lacrime le darebbe dispiacere perché il dolore altrui era anche suo. In queste poche righe la famiglia ha raccontato una moglie, una mamma, una nonna, una zia, un’amica. E allora ciao Silvana riposa, anche se sappiamo che la tua principale occupazione sarà guardare se giù è tutto a posto, ci par già di vederti.
La camera ardente è allestita presso l’obitorio del nosocomio Ogliopo. La salma giungerà in Duomo mercoledì mattina per la funzione. Ai fiori si preferiscono opere di bene.
Giovanna Anversa