Politica

AFM Casalbellotto, dibattito acceso
in consiglio: le posizioni sono distanti

Un’operazione contestata dalla minoranza di Casalmaggiore la Nostra Casa per i costi considerati eccessivi, calcolati in 4.428 euro al metro quadrato, tenendo conto che l’immobile di 210 metri quadrati avrà un costo di 30mila euro annui di affitto per sei anni più 750mila euro per il riscatto. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Fill-1

E’ stato il fulcro centrale del consiglio comunale di martedì sera a Casalmaggiore: parliamo dell’operazione immobiliare che porterà a ricavare una nuova sede nella frazione di Casalbellotto dell’Azienda Farmaceutica Municipale. Un’operazione contestata dalla minoranza di Casalmaggiore la Nostra Casa per i costi considerati eccessivi, calcolati in 4.428 euro al metro quadrato, tenendo conto che l’immobile di 210 metri quadrati avrà un costo di 30mila euro annui di affitto per sei anni più 750mila euro nel caso in cui si decida di passare all’acquisto (l’alternativa è continuare a pagare l’affitto).

Dopo la contestazione da parte del consigliere di minoranza Pierluigi Pasotto (“si è valutata la possibilità di riqualificare l’immobile esistente? E’ stato fatto un progetto? Se sì, quali costa aveva?”), il sindaco Filippo Bongiovanni ha presentato il Cda di AFM con il presidente Marco Ponticelli e i consiglieri Federico Acquaroni e Francesca Storti.

E’ stato spiegato dal sindaco che le condizioni di obsolescenza dell’immobile attuale sede della farmacia hanno portato a cercare una nuova sede con una indagine di mercato. “C’è una esigenza commerciale e di spazi espositivi – ha spiegato Bongiovanni – che l’attuale sede non riusciva a soddisfare. Tengo a precisare che le nuove tecnologie che AFM intende introdurre non sono compatibili con gli attuali spazi”. “Il costo dell’operazione in realtà è in linea coi paramenti dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate – ha detto Ponticelli – e soprattuto questa operazione ci consentirà di non chiudere l’attuale sede, che ha fatturato 900mila euro nel 2022, nemmeno per un giorno. Dunque nel computo economico va considerato anche questo”.

La battaglia dialettica è andata avanti senza spostare in realtà le posizioni delle due parti: Ponticelli ha spiegato che ristrutturare l’attuale immobile per passare ad una metratura comunque inferiore di quella garantita dal nuovo immobile (da 75 a 150 metri quadrati contro i 210 della nuova sede individuata) avrebbe portato a una spesa di 600mila euro, ai quali aggiungere la perdita del fatturato per almeno dieci mesi di lavoro, causa chiusura. “In sostanza avremmo perso un milione e mezzo di euro – ha spiegato Ponticelli – dunque vanno tenuti in conto diversi aspetti: l’interruzione del servizio, la perdita di fatturato, l’eventuale inflazione. A Crema, ad esempio, i costi previsti per la nuova farmacia sono raddoppiati, qui se non altro abbiamo un prezzo fissato che non cambierà, perché vi è già un contratto”. Inoltre ha spiegato che l’acquisto con riscatto a sei anni consentirà nel frattempo di ammortizzare 500mila euro di investimenti sull’attrezzatura, che migliorerà i servizi anche dal punto di vista tecnologico. “Ma la vera discriminante per la nostra scelta – ha sottolineato Ponticelli – è stata l’interruzione del servizio”.

Pasotto, Fabrizio Vappina e Valentina Mozzi (sempre per CNC) hanno parlato di scarsa trasparenza comunicativa, auspicando un confronto più aperto nei mesi a venire (“dato che parliamo di un tema che interessa molto la comunità e la frazione, magari un incontro pubblico avrebbe aiutato”), e hanno chiesto soprattutto di non dismettere i servizi garantiti dagli ambulatori dei medici di base che si trovano proprio nella sede attuale della farmacia di Casalbellotto.

“Perché non si è pensato di affittare un altro immobile mentre magari si risistemava la sede attuale?” ha chiesto Mozzi. “Perché non abbiamo trovato spazi idonei, considerando che vi saranno progressi significativi a livello di tecnologia e non tutti gli edifici si sposano al progetto” ha risposto Ponticelli. Sui costi di riqualificazione è arrivato anche il parere del presidente del consiglio Pierfrancesco Ruberti. “Dato che sono del settore, posso confermare che la cifra di 600mila euro ci sta tutta, anzi è forse sottostimata. Chiunque, dinnanzi a un immobile degli anni ’50, su tre livelli e che va sistemato anche dal punto di vista antisismico ed energetico, ti direbbe di buttare giù tutto e rifare da zero”.

Sul tema dei due ambulatori non sono state date garanzie, dato che la normativa regionale subisce spesso cambiamenti “ma dell’attuale immobile – ha spiegato Ponticelli, con conferma di Acquaroni – stiamo valutando cosa fare per il bene della comunità di Casalmaggiore. Non sono decisioni da prendere a cuor leggero e non diamo per scontata l’alienazione”. Intanto è quasi certo che la nuova sede sarà inaugurato tra aprile e maggio. “E sarà molto bella, con un giardino e un parcheggio con sei posti auto” ha evidenziato Bongiovanni, sottolineando il lato estetico. “Mantenete il medico di base in quegli ambulatori perché in frazione questo servizio è fondamentale” ha rimarcato una volta di più Mozzi.

Da Annamaria Piccinelli di Vivace e Sostenibile le perplessità per un’operazione sulla quale si poteva ragionare meglio, non sussistendo un carattere d’urgenza, e la domanda sul perché non sono stati sfruttati eventuali bandi del PNRR. “I bandi erano legati all’acquisto di attrezzature e non alla ristrutturazione di immobili” è stato risposto. Sul tema dell’urgenza ha invece risposto il consigliere di maggioranza Marco Poli. “Non voglio parlare di urgenza, ma mi limito a sottolineare che il Cda resta in carica pochi anni e dunque deve agire con una certa immediatezza”.

Giovanni Gardani (video Alessandro Osti)

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...