Cronaca

Piadena, stazione da far rivivere
come sede dell'associazionismo

Tutti più o meno d’accordo, maggioranza o minoranza: il problema più serio – e dunque da risolvere il prima possibile – sul nodo sicurezza a Piadena Drizzona si concentra sulla stazione ferroviaria. Un porto di mare, uno snodo tra due linee molto frequentate, la Mantova-Cremona-Milano e la Parma-Brescia, che incrociano i loro destini proprio nel comune piadenese.

Ecco perché una delle proposte che è stata avanzata ad RFI e che solo apparentemente non sembra avere a che fare con la sicurezza urbana è stata quella di fare rivivere la stazione. Detto che il Daspo urbano è stato ampliato anche al piazzale, su precisa richiesta della Prefettura, non è in contrasto con quanto appena detta la richiesta dell’amministrazione di chiudere la sala d’aspetto.

Qui, infatti, da diverse settimane, troviamo una sorta di dormitorio dove in particolare un uomo ha preso possesso del locale, utilizzandolo come una sorta di albergo. Un problema di difficile risoluzione, pare, e che la chiusura della sala d’aspetto risolverebbe in modo radicale.

Tuttavia la stazione, anche per essere custodita, deve essere vissuta. Basti pensare a cosa è accaduto nella vicina Casalmaggiore dopo la chiusura del bar, avvenuta nel 2013, unico vero presidio rimasto, nonostante qualche successivo tentativo di RFI di porre rimedio. Ecco allora che l’amministrazione Ferrari ha chiesto di poter destinare i locali al primo piano della stazione, dove un tempo dormivano i ferrovieri, come sede di associazione di Avis, Aido e Pro Loco.

Tutte queste associazioni sono infatti in cerca di nuovi spazi e richiederli ad RFI (dalla quale si attende ora una risposta) potrebbe voler dire creare un presidio in più, perché per la teoria delle finestre rotte, incuria attirerà sempre incuria e dunque un controllo in zona potrebbe anche allontanare malintenzionato o comunque ripulire la stazione dalla nomea di ricettacolo di persone poco raccomandabili.

Si attende una risposta anche all’altra richiesta – forse più complessa perché prevede un impiego importante di risorse umane in tempi in cui le forze sono risicate – formulata dal consigliere di minoranza Luigi Pagliari, che ha chiesto di creare proprio in stazione un presidio della Polfer.

Giovanni Gardani 

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