Incivili in azione: rifiuti
abbandonati sotto al ponte Verdi
Incivili in azione sotto al ponte sul Po “Giuseppe Verdi” che collega Parmense e Cremonese, Emilia e Lombardia, nel tratto compreso tra i Comuni di Polesine Zibello, Roccabianca e San Daniele Po. Ancora una volta, indisturbati, ignoti hanno raggiunto la strada sterrata sottostante ed hanno abbandonato rifiuti edili, scarti in plastica e resti di vecchi parafanghi per mezzi pesanti. L’ennesima sberla all’ambiente in un’area, quella sottostante il ponte appunto, già più volte scelta, purtroppo, per creare discariche abusive lordando così la golena del Po.
Purtroppo il grado di civiltà di alcune persone, e la loro capacità di rispettare l’ambiente, è ancora parecchio lontano da un livello di semplice decenza. Se ognuno di noi conoscesse bene i tempi di degradazione di ciascun rifiuto, forse sarebbe più attento prima di commettere il delitto (perché di reato si tratta) di abbandonare ad esempio le bottiglie di plastica e, forse, non avremmo 72 miliardi di mozziconi di sigarette gettati, ogni anno, dappertutto, dei quali il 40 per cento finisce per inquinare mare e spiagge. Facendo una semplice “classifica” ecco che partendo dai meno inquinanti, un fazzoletto di carta si degrada, e quindi finisce per scomparire, in un tempo compreso tra i 3 e i 6 mesi; un filtro di sigaretta ha bisogno di 2 anni che diventano almeno 5 per il mozzicone e per la gomma da masticare. Venendo alla parte più drammatica della classifica: ecco che una bottiglia di alluminio (quelle delle bibite, per intenderci) può avere bisogno di almeno 100 anni per dissolversi, mentre per una bottiglietta di plastica potrebbero non bastarne 450 di anni.
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Anche una bottiglia di vetro ha bisogno di qualche centinaio di anni per dissolversi. Peccato però che il vetro si trasforma in sabbia, non inquina e non semina residui che poi finiscono sulla nostra tavola, come nel caso della plastica e delle micidiali bottigliette. Una volta che la bottiglietta di plastica si è degradata ed è dunque andata dissolta nell’ambiente, i suoi danni in termini di inquinamento non sono affatto terminati. E anzi diventano più sottili e insidiosi. Che cosa accade? Le molecole che formano il polimero si liberano, slegandosi una dall’altra e diventano così dei piccoli frammenti, le micidiali micro-plastiche. A quel punto fluttuano nell’acqua e producono il luccichio che inganna i pesci: pensano che sia cibo, e non microplastica. Una volta ingerito dai pesci, il frammento di plastica resta nel loro stomaco e noi lo mangiamo quando quei pesci finiscono sulla nostra tavola.
Sempre a proposito dei tempi di degradazione di alcuni dei più comuni rifiuti si pensi che per le lattine in alluminio ci vogliono dai dieci ai cento anni; per i sacchetti di plastica dai cento ai mille anni; per i pannolini almeno 500 anni così come per i tessuti sintetici e per le batterie (purtroppo se ne trovano, e non poche, disperse nell’ambiente) anche mille anni. Ci vuole almeno un secolo anche per i pneumatici (troppi quelli che abbondano lungo le spiagge del fiume) ed almeno quattrocento anni per le mascherine. Se vogliamo un ambiente più bello e soprattutto più pulito e, quindi, più salubre e più sicuro, i primi accorgimenti devono necessariamente partire dai comportamenti quotidiani di ognuno di noi, perché se ognuno fa la sua parte, anche la più piccola, le cose possono solo migliorare.
Ma purtroppo, nell’animo di alcuni, il buon senso proprio non si decide ad albergare. Anche per questo il comitato “Amici del Grande fiume” che ha sede a Polesine Zibello ma è attivo su entrambe le sponde del Po, chiede con forza, pubblicamente, un forte aumento dei controlli, da parte delle diverse forze preposte, lungo le golene delle due rive, invita i cittadini a segnalare immediatamente e senza esitazione qualsiasi comportamento scorretto e, a proposito del ponte “Verdi” chiede che si effettuino maggiori e più capillari controlli sia su chi frequenta le aree sottostanti il viadotto che nei confronti dei tanti che, ancora, non rispettano le regole viabilistiche lungo il ponte. “Tutto questo – fa sapere il comitato – lo chiediamo a beneficio della sicurezza di tutti”.
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Eremita del Po, Paolo Panni