Ambiente

Nuovo avvistamento di cicogne
nere nel Casalasco

Un esemplare di cicogna nera

Ancora una volta la natura dà spettacolo nelle nostre campagne. In questi primi giorni del 2026 diversi esemplari di splendide cicogne nere, durante la loro migrazione, si sono fermate nel Casalasco, nei campi tra Solarolo Rainerio, San Giovanni in Croce, Gussola e Martignana di Po. Una nuova, bella e speciale sorpresa che Madre Natura ha riservato ai territori della Val Padana. Dopo i frequenti avvistamenti avvenuti, anche di recente, lungo le fasce fluviali del Po, ecco questo nuovo avvistamento nel “cuore” del Casalasco, per altro di una specie particolarmente rara. Pochi anni fa, ed è stato il primo caso in Italia, le cicogne nere hanno anche nidificato hanno nidificato al Centro cicogne di Racconigi, nella pianura cuneese.

Per quanto riguarda le caratteristiche di questo volatile, come si può leggere sul sito uccellidaproteggere.it   si tratta di un “uccello dalle dimensioni notevoli: solo leggermente più piccola della “cugina” Cicogna bianca, può raggiungere i 3 kg di peso, per una lunghezza di poco inferiore al m e un’apertura alare in grado di raggiungere anche i 200 cm. Risaltano le lunghissime zampe rosse, e rosso anche è il becco, e il contorno degli occhi. Nero è invece il piumaggio, contrastato da sfumature più chiare sul ventre, dove spiccano alcune piume biancastre.  Rarissima in tutta Europa, la Cicogna nera è ancor più rara in Italia, dove nidifica stabilmente solo da poco più di 15 anni. Pochissime, peraltro, le coppie censite, principalmente concentrate in Piemonte, mentre più di recente sono state accertate nidificazioni anche più a sud, tra Lazio, Basilicata e Calabria.

Specie prevalentemente forestale, la Cicogna nera predilige boschi maturi e poco disturbati, con ampia presenza di corsi d’acqua, stagni, paludi, praterie umide. Una specie dalle esigenze ecologiche particolarmente complesse, dunque, che necessità di grandi alberi – e occasionalmente pareti rocciose – per nidificare, e allo stesso tempo di vasti ambienti umidi in cui procacciarsi il cibo, costituito prevalentemente da pesci, anfibi e rettili. A parte il modestissimo contingente italiano, la specie è presente – con una distribuzione comunque limitata – nell’Europa occidentale, e segnatamente nelle porzioni centrali e orientali della regione iberica, che ospitano le popolazioni più importanti. In Europa centro-orientale la Cicogna nera si comporta come migratore, mentre le popolazioni spagnole denotano un comportamento più sedentario. L’Italia, che per molti individui rappresenta solo un luogo di passaggio per raggiungere i quartieri di svernamento, vede negli ultimi anni una presenza sempre più consistente di individui svernanti”.

Eremita del Po, Paolo Panni

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