"Immaginando Utoya": uno spettacolo teatrale tra memoria e riflessione civile
Lo spettacolo "Immaginando Utoya" offre una riflessione profonda su identità, multiculturalismo e il valore della memoria, ispirato alla tragedia del 2011 in Norvegia
Sabato 28 febbraio alle ore 21.00 il Teatro SOMS 1908 di Torre de Picenardi ospiterà Immaginando Utoya, spettacolo di narrazione scritto e interpretato da Giacomo Liva e prodotto da Collettivo Vento. Un appuntamento teatrale che unisce memoria, riflessione civile e ricerca artistica, affrontando uno degli eventi più drammatici della storia europea contemporanea.
Il 22 luglio 2011 la Norvegia fu colpita da un attentato che provocò 77 vittime, per la maggior parte giovani. Una ferita profonda, che sarebbe stata ricordata come la più grave tragedia nazionale norvegese dalla Seconda Guerra Mondiale. Ma cosa resta, oggi, oltre le cronache e i numeri? Quali volti si nascondono dietro i titoli dei giornali? Quali sogni, quali speranze, quali possibilità interrotte?
Immaginando Utoya nasce proprio da queste domande. Non è una ricostruzione documentaria, né un racconto cronachistico. È piuttosto un viaggio immaginario che attraversa le vite, le emozioni e le contraddizioni che quella giornata ha portato alla luce. Attraverso un intreccio di storie e prospettive, lo spettacolo dà voce a esistenze intime e individuali che, messe in dialogo, aprono uno spazio di riflessione collettiva.
Al centro della scena non c’è solo il ricordo della tragedia, ma un confronto vivo con i temi che essa solleva: il rapporto tra identità nazionale e multiculturalismo, la paura dell’altro, il radicalismo, la fragilità della convivenza democratica. In questo senso, lo spettacolo si inserisce in una tradizione di teatro civile che non si limita a raccontare, ma invita a interrogarsi. La memoria diventa così uno strumento attivo: non semplice commemorazione, ma occasione di consapevolezza e responsabilità.
Il linguaggio scenico scelto da Giacomo Liva è essenziale, diretto, capace di alternare momenti di intensa emotività a passaggi di riflessione più ampia. La narrazione si costruisce attraverso la parola, il corpo e la presenza dell’attore, in un dialogo costante con il pubblico. Il dolore per i morti si trasforma progressivamente in un canto per i vivi: un invito a non cedere all’indifferenza e a custodire il valore della memoria come fondamento del vivere civile.
Giacomo Liva coltiva la passione per il teatro fin dall’infanzia. Formatosi tra Milano e Bologna, si diploma presso la Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone e prosegue il proprio percorso artistico attraverso laboratori e collaborazioni con diverse figure della scena contemporanea. Dal 2023 entra a far parte di Collettivo Vento.
Collettivo Vento è un gruppo indipendente di creazione e ricerca teatrale nato a Bologna nel 2023 dall’unione di otto giovani artisti provenienti da percorsi differenti. Il collettivo si fonda su un’idea di lavoro orizzontale e condiviso, in cui attori e attrici sono anche autori e creatori. La loro ricerca si orienta verso un teatro politico, umano e poetico, capace di dialogare con linguaggi contemporanei e di uscire dagli spazi tradizionali per incontrare pubblici sempre nuovi.