Cronaca

Viaggio della Memoria 2026: Cremona onora le vittime del campo di Flossenbürg

Un momento solenne a Flossenbürg ha unito studenti e autorità, sottolineando l'importanza di non dimenticare le atrocità del passato per costruire un futuro migliore

Il Viaggio della Memoria a Flossenbürg
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Intensa e commovente, come il luogo richiede, rispettosa e partecipata, la cerimonia in ricordo delle vittime del campo di concentramento di Flossenbürg ha coinvolto i quasi 600 cremonesi in Germania per il Viaggio della Memoria, proprio nel giorno in cui nel 1945, veniva ucciso Dietrich Bonhoeffer, teologo e oppositore del nazismo.

Un momento solenne che si è aperto in musica, con l’Ave Maria di Astor Piazzolla eseguita da Jacopo Luigi Gosta Johansson alla chitarra ed Edoardo Botti al violino, della 3^ liceo musicale Stradivari.

Quindi Ilde Bottoli, referente e organizzatrice del Viaggio della Memoria ha scandito gli interventi a partire dal saluto di Christa Schikorra, responsabile del dipartimento educativo del memoriale di Flossenbürg e di Karlhermann Schötz, decano protestante e presidente dell’Associazione per il memoriale di Flossenbürg. Particolarmente apprezzate le parole delle autorità cremonesi e della Dirigente del Torriani.

“Essere qui oggi, in questo luogo, significa confrontarsi con una delle pagine più drammatiche della storia europea. Significa osservare, ascoltare, comprendere. E significa, ancora una volta, farlo insieme – ha esordito il presidente dell’Amministrazione Provinciale, Roberto Mariani -. Per me questo è il secondo Viaggio della Memoria da Presidente della Provincia di Cremona, ma è un’esperienza che ho già avuto modo di vivere più volte negli anni passati. Tornare qui, oggi, insieme a centinaia di studenti del nostro territorio cremonese, rafforza ancora di più la consapevolezza di quanto questo progetto sia fondamentale.

“I Viaggi della Memoria non sono semplici spostamenti. Sono momenti di crescita, di responsabilità e di formazione civile. Sono il modo più autentico per trasmettere a voi studenti ciò che è stato, affinché non venga dimenticato”. Mariani ha poi lanciato un invito: “La Provincia di Cremona rappresenta una comunità fatta di 113 Comuni, diversi tra loro ma oggi uniti da un impegno comune: quello di non dimenticare. Da quasi trent’anni sosteniamo i Viaggi della Memoria, perché crediamo che educare alla memoria significhi educare alla cittadinanza, alla democrazia, alla pace”.

Anche le parole del sindaco di Cremona, Andrea Virgilio hanno colpito profondamente i ragazzi: “Ci sono luoghi che non si visitano soltanto. Ci sono luoghi che ti fermano, ti mettono addosso delle domande, ti chiedono di non passare oltre troppo in fretta. Flossenbürg è uno di questi. Qui non siamo davanti a una pagina di libro o a un capitolo di storia già chiuso. Qui siamo dentro una ferita dell’Europa. Dentro un luogo in cui esseri umani sono stati umiliati, sfruttati, uccisi, spogliati di tutto, trattati non più come persone, ma come numeri, corpi, scarti”.

Gli sguardi attenti in un silenzio assoluto, mentre le parole si facevano più accorate: “Una delle cose più sconvolgenti che impariamo guardando a questi luoghi – ha proseguito il sindaco – è che il male può convivere con una vita apparentemente normale: con la famiglia, con gli affetti, con le abitudini quotidiane. Ed è proprio questo che ci disorienta. Perché la coscienza non è una macchina perfetta che ci impedisce automaticamente di fare il male.

Simona Piperno, Dirigente IIS Torriani, scuola capofila del Progetto Memoria, ha chiuso gli interventi istituzionali: “Nonostante siano trascorsi tanti anni da quando è iniziato questo progetto, ogni viaggio ci dà nuovi stimoli di riflessione, lo viviamo con grande emozione e senso di responsabilità. Chi ci segue da anni sa che questo percorso non è un semplice viaggio d’istruzione, ma un processo di accompagnamento alla maturazione di senso civico e di consapevolezza dei drammi che hanno caratterizzato il secolo scorso. Sono esperienze educative e civiche profonde, che parlano al cuore e alla coscienza delle nuove generazioni”.

Un progetto che è anche un investimento sul futuro, secondo la dirigente del Torriani che ha parlato di scelta morale: “Scegliere di ricordare significa scegliere di prendersi cura degli altri, del mondo, della democrazia. Norimberga e Flossenbürg non sono mete turistiche. Sono luoghi che interrogano. Luoghi che mettono alla prova. Luoghi che chiedono una risposta. E quella risposta non può essere distratta, né superficiale, né indifferente. Voi non potete essere indifferenti. Camminare tra queste pietre, ascoltare le storie, vedere i segni lasciati dalla violenza e dalla disumanizzazione, non può tradursi in un semplice “guardare”. Dovete fare uno sforzo in più”.

I rappresentati di alcune delle scuole presenti, Ghisleri, Anguissola, Aselli, Galilei, Munari, Racchetti–Da Vinci, Sraffa e Romani, si sono poi alternati al microfono leggendo le parole di Dietrich Bonhoeffer, Vittore Bocchetta, Venanzio Gibillini, Guglielmo Barbò e l’elenco dei deportati cremonesi a Flossenbürg. Quindi Enrico Tavoni del gruppo “I giorni cantati” ha intonato il Canto dei deportati composto nel 1933 nel lager di Esterwegen.

La cerimonia ufficiale si è conclusa con la deposizione delle corone nella Valle della Morte.

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