Turismo

Il GAL Oglio Po ospite al webinar nazionale del CREA sul turismo rurale

Il Direttore Giusy Botti parlerà delle esperienze maturate sul territorio in un workshop scientifico di livello nazionale promosso dal CREA Politiche e Bioeconomia

Il Gal Oglio Po sarà protagonista del webinar nazionale
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Il modello di sviluppo territoriale costruito negli anni dal GAL Oglio Po sarà presentato in un webinar nazionale dedicato alla multidimensionalità del turismo rurale. Infatti mercoledì 20 maggio il Direttore del GAL Oglio Po, Giusy Botti, sarà ospite del CREA Politiche e Bioeconomia nell’ambito delle attività nazionali della Rete PAC e presenterà le attività del Gruppo Locale all’interno del webinar “Leggere il territorio attraverso la multidimensionalità del turismo rurale”. Si tratta del terzo e ultimo appuntamento di un ciclo di workshop organizzati dall’ente di ricerca. L’incontro, in programma online dalle ore 10:00 alle 13:00, è ospitato sulla piattaforma della Rete Rurale Nazionale ed è ad accesso libero con iscrizione obbligatoria.

Il workshop si concentra sulla misurazione del turismo rurale e sulla sua applicabilità concreta in fase di progettazione, declinata lungo tre direttrici: la multifunzionalità dell’azienda agricola, l’offerta enogastronomica e la dimensione ambientale.

VENT’ANNI DI STRATEGIE TERRITORIALI E SVILUPPO SOSTENIBILE

La scelta di coinvolgere il GAL Oglio Po nella sessione dedicata alle testimonianze riconosce il percorso compiuto da questo territorio nel corso di oltre vent’anni. Il GAL ha adottato fin dalle origini una lettura multidimensionale del proprio territorio occupandosi di ambiente naturale, assetto amministrativo, contesto economico e identità socio-culturale e declinandola in strategie di sviluppo che hanno saputo integrare turismo lento, produzioni locali e qualità della vita. Questo approccio si è tradotto in una rete ciclistica di circa 300 chilometri, in un Protocollo Bikefriendly sottoscritto da tutti i 31 Comuni soci, dalle due Province e dall’Ente Parco Oglio Sud e in un programma di esperienze guidate che connette l’offerta ricettiva extra-alberghiera con le eccellenze produttive e il patrimonio storico-architettonico del territorio. A completare il quadro, la dimensione identitaria: una ricerca commissionata al CISET dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha rivelato quanto il senso di appartenenza alla comunità locale sia, prima ancora che un valore in sé, una precondizione per qualsiasi strategia turistica credibile.

UN’IDENTITÀ FONDATA SU PAESAGGI, SAPORI, PERSONE

“Al GAL Oglio Po viene chiesto di intervenire per presentare un lungo percorso con al centro il legame tra turismo e ambiente inteso a 360°“, sottolinea il Direttore Botti. “In questi anni abbiamo lavorato con tenacia per introdurre in un’area rurale come la nostra il concetto di destinazione turistica, costruendo mattone dopo mattone con i Comuni, le associazioni e gli operatori un’identità riconoscibile fondata su paesaggi, sapori e persone. Un percorso fatto di studi e ricerche, ma anche e soprattutto di attività concrete che hanno avuto ripercussioni reali sul territorio, come lo sviluppo di reti ciclabili, la realizzazione di aree camper o il recupero di beni storico-architettonici che versavano in situazioni critiche e oggi sono stati restituiti alla comunità.

Lo sviluppo del turismo rurale è un processo paziente che si costruisce con dati, metodo e partecipazione. Portare la nostra esperienza in un confronto con CREA, ISPRA e Università è l’occasione per misurare la strada percorsa e guardare a quella ancora da fare”.

Il ciclo di workshop, avviato il 26 marzo con una prima sessione dedicata alle fonti istituzionali e ai big data e proseguito il 14 aprile con un focus sul ruolo degli Osservatori del turismo in Italia, si rivolge a Gruppi di Azione Locale, tecnici della pubblica amministrazione, progettisti e ricercatori. L’obiettivo è promuovere una cultura del dato applicata ai territori rurali, settore vitale ma spesso sottorappresentato nelle rilevazioni ufficiali.

IL RUOLO DEL CREA

Il CREA Politiche e Bioeconomia è il Centro di ricerca del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) che raccoglie l’eredità dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria, fondato nel 1928. Sviluppa analisi delle dinamiche economiche e sociali del settore agroalimentare, forestale e delle aree rurali, pubblica l’Annuario dell’Agricoltura italiana, strumento conoscitivo del settore primario dal 1947, e fornisce supporto tecnico-scientifico alle istituzioni nazionali e comunitarie per la definizione e l’attuazione delle politiche agricole.

LA RETE PAC

La Rete PAC 2025–2027 è l’evoluzione della precedente Rete Rurale Nazionale e si configura come uno spazio di collaborazione tra imprese agricole, istituzioni, centri di ricerca e consulenti per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Strategico della Politica Agricola Comune. Realizzata in partnership tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), il CREA e l’ISMEA, la Rete articola oltre cento progetti tematici con una dotazione di 77 milioni di euro e rappresenta uno dei principali strumenti di supporto e capacity building per i Gruppi di Azione Locale e gli attori dello sviluppo rurale italiano.

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