Politica

Verde pubblico a Casalmaggiore, Piccinelli: “Serve una nuova visione”

L'esponente di Movimento Vivace e Sostenibile denuncia manutenzioni inadeguate e chiede una strategia ambientale più strutturata e lungimirante

La pianta crollata in via Mazzini nei giorni scorsi
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La caduta di un grosso ramo in viale Mazzini, fortunatamente senza conseguenze, riaccende il dibattito sulla gestione del verde pubblico a Casalmaggiore. A porre la questione è Annamaria Piccinelli, consigliere comunale di Movimento Vivace e Sostenibile, che parte dall’episodio avvenuto durante il forte vento del 14 maggio per riflettere sullo stato di salute degli alberi cittadini, sulla manutenzione del patrimonio arboreo e sulla necessità di una nuova visione amministrativa in tema ambientale.

“Il grande ramo crollato durante il forte vento di giovedì 14 maggio all’inizio di viale Mazzini, non ha fatto notizia perché per fortuna non ha provocato danni. In realtà – esordisce il consigliere di opposizione – quell’albero ci dice tante cose. Si sarà notato che era completamente cariato: lo era il ramo caduto, ma anche il tronco. Una carie di quelle dimensioni di diametro, non si forma da un giorno all’altro, occorrono almeno 10-15 anni.

Intanto che questa carie cresceva, abbiamo visto tagliati e fatti tagliare alberi in condizioni ancora buone, come abbiamo cercato più volte di dimostrare, carte alla mano. Di contro continuiamo a vedere in golena alberi soffocati da edera e altre infestanti; abbiamo visto decise potature fuori stagione anche recenti (ad esempio, lo scorso 8 maggio al Lido)”. L’esponente di Movimento Vivace e Sostenibile prosegue: “Il censimento degli alberi del Comune, uno strumento per fortuna presente e dettagliato, in cui per ogni albero è indicata l’essenza, la posizione e lo stato di salute, ci racconta storie lunghe decenni di capitozzature, ferite per potature grossolane, cordoni di reazione ecc. che pian piano presentano il conto.

Quanto resisteranno ancora via Mazzini, via Corsica, via Italia, il tunnel degli olmi? Pensate alla desolazione di immaginarli senza alberi: un piccolo saggio di questo futuro lo si ha in via Martelli. Ma tutto questo potrebbe non interessare più di tanto, se non ci si mette in testa una cosa fondamentale: con il tasso di crescita dell’anidride carbonica, del riscaldamento globale e dei disagi psichici (sì, anche questi beneficiano molto della presenza di alberi), un amministratore deve pensare alla copertura arborea e alla permeabilità della propria città esattamente con lo stesso interesse, solerzia e competenza con cui pensa alle strade, alle scuole, agli ospedali ecc.”

Sull’importanza del verde: “La vegetazione non è un fatto decorativo, bensì è, e sarà sempre di più, un fatto vitale. Le amministrazioni fatte solo di geometri, laureati in Legge e in Economia e Commercio sono anacronistiche: occorrono anche figure esperte di sistemi ecologici, addetti e mezzi adeguati, occorre dare un nuova curvatura ai bilanci tale da poter gestire in sicurezza e far crescere il verde, avere progetti pronti per aderire ai bandi, dare compensi e indirizzi politici adeguati ai tecnici esterni e infine aggiornarsi. Occorre anche fare delle campagne di sensibilizzazione tra i cittadini per aumentare l’attenzione verso le previsioni meteorologiche di venti e temporali e sul fatto che i costi e i pericoli legati agli alberi sono infinitamente inferiori ai benefici”.

L’attesa è ora per il Piano del Verde, schema di ampio respiro in questo specifico ambito che sarà sottoposto al consesso cittadino: “A breve ci verrà presentato il Piano del verde. Censimento arboreo alla mano, vedremo programmi e stanziamenti. Lo diciamo apertamente e fin da subito: ci aspettiamo più facciata che sostanza da questo Piano, perché il verde urbano non è neanche un po’ nel Dna di questa Amministrazione e, parliamoci chiaro, nemmeno di questo Consiglio, ma dato che nulla è dato per sempre – conclude – siamo pronti a farci stupire”.

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