Economia

I depositi bancari in provincia superano gli 11 miliardi: circa 31.545 euro pro capite

Un valore rilevante, che doppia il dato registrato per il 2011, fermo a 5.748.977 migliaia di euro. In molti hanno rimandato gli investimenti preferendo la liquidità

Il servizio di CR1
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Oltre 11,2 miliardi di euro. Questo è l’ammontare dei depositi bancari e dei risparmi postali dei cremonesi, delle famiglie e delle imprese. Per la precisione si tratta di 11.202.874 migliaia di euro; un valore assai rilevante, che doppia il dato registrato per il 2011, che si fermava a 5.748.977 migliaia di euro.

In effetti dal 2011 in poi la crescita dei depositi bancari e postali è continua e costante per tutto il decennio, arrivando a superare gli 8,3 miliardi di euro nel 2018. Poi, con l’arrivo della pandemia, il volume dei depositi sale oltre i 8,9 mld di euro già nel 2019, che diventano 11 nel 2022. Il balzo, significativo nel biennio 2020-22, appare determinato dalla pandemia, che ha bloccato i consumi e fatto schizzare i risparmi degli italiani, che, spaventati dal futuro, hanno rimandato gli investimenti preferendo la liquidità. In particolare, tra il 2019 e il 2021, i depositi bancari e postali dei cremonesi sono cresciuti di quasi 2 miliardi di euro (+22,3%) in linea, peraltro, con quanto è accaduto nel contesto nazionale. I dati diffusi da Banca d’Italia ci raccontano come negli anni successivi, tra il 2022 e il 2025, si assiste a una stabilizzazione, sia pure in rialzo, attorno agli 11 mld euro, valore raggiunto nel 2022 e sostanzialmente mantenuto con gli 11,2 mld euro alla fine del 2025.

Depositi bancari e postali nel tempo
Depositi bancari e postali nel tempo

 

Il dato di Banca d’Italia, fissato al 31 dicembre 2025, ossia i 11,2 miliardi di euro, rapportato alla popolazione provinciale, ossia 355.134 residenti, vale mediamente 31.545 euro pro capite. Questo, ovviamente, considerando famiglie e imprese, nella media del pollo di Trilussa; secondo il poeta, se qualcuno mangia un pollo intero e un altro no, in media ne hanno mangiato mezzo a testa, ignorando la reale disuguaglianza

Un importo, ovviamente medio, che, per quanto osservato in precedenza, doppia il valore dei depositi, bancari e postali, dei cremonesi, nel 2011, che risulta nell’ordine dei 16.075 euro pro capite, saliti progressivamente fino a sfiorare i 25 mila euro nel 2019,  schizzati a quasi 31 mila alla fine del 2021. L’ammontare medio dei depositi bancari e del risparmio postale dei cremonesi, nel 2025, risulta superiore al dato medio nazionale, 31.268 euro, ottenuto rapportando l’importo totale dei depositi bancari e del risparmio postale, che ammonta a 1.843 miliardi di euro, con la popolazione del Paese.

All’interno di questo aggregato, i depositi bancari rappresentano la fetta maggiore, con oltre 1.500 miliardi di euro detenuti da famiglie e imprese (somma che comprende conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) mentre la raccolta postale gestita tramite Cassa Depositi e Prestiti e BancoPosta, ha raggiunto i 297 miliardi di euro.

Nel caso della provincia di Cremona il dato diffuso da Banca d’Italia, riferito ai depositi bancari e al risparmio postale, può essere scomposto, per grandi linee, nelle due componenti, sottraendo all’ammontare totale indicato (11.202.874 migliaia di euro) il dato dei depositi bancari negli sportelli (9.123.307) definendo così in oltre  2 miliardi di euro l’ammontare della raccolta postale gestita tramite Cassa Depositi e Prestiti e BancoPosta.

La maggior parte dei depositi bancari e del risparmio postale in provincia di Cremona, oltre 7,2 miliardi di euro, è detenuto dalle “famiglie consumatrici” ossia, come si legge nel glossario della Banca d’Italia: “ … gli individui o i gruppi di individui considerati nella loro qualità di consumatori. Questo raggruppamento include tutte le persone fisiche o i nuclei familiari che percepiscono redditi e li utilizzano principalmente per il consumo e il risparmio, escludendo le attività svolte come imprese o professionisti.”.

Famiglie consumatrici nel tempo
Famiglie consumatrici nel tempo

 

Per la precisione si tratta di 7.259.719 migliaia di euro; un valore assai rilevante, che rappresenta quasi in due terzi, il 64,8% del totale dei depositi bancari e del risparmio postale. Un ammontare  appannaggio delle famiglie di gran lunga superiore ai 4,37 miliardi di euro depositati alla fine del 2011, con un incremento, tra il 2011 e il 2025, nell’ordine 2,8 miliardi di euro, pari al +66%. In effetti, anche per il risparmio delle famiglie consumatrici, dal 2011 in poi, la crescita dei è continua e costante per tutto il decennio, arrivando a superare i 6 miliardi di euro nel 2018. Poi, con l’arrivo della pandemia, anche il volume dei depositi delle famiglie sale  fino  ai 7,46 miliardi di euro del 2021.

Tra il 2018 e il 2021, i depositi bancari e postali delle famiglie cremonesi sono cresciuti di quasi 1,4 miliardi di euro (+22,8%).

I dati diffusi da Banca d’Italia ci raccontano come negli anni successivi, dopo una live flessione rispetto al “tetto” del 2021, nell’ordine dei 300 milioni di euro, nel triennio 2023-2025, si assiste a una stabilizzazione, dei risparmi delle famiglie attorno ai 7,2 mld euro.

Molte famiglie potrebbero aver scelto di aumentare i loro risparmi per prepararsi a future difficoltà economiche, come la perdita del lavoro, la chiusura temporanea delle attività, o costi sanitari imprevisti. Correlato all’aumento del reddito disponibile o, piuttosto, alla maggiore incertezza economica che spinge al risparmio, resta il fatto che oltre 7,2  miliardi di euro di depositi delle famiglie cremonesi portano  la provincia di Cremona nella parte alta della graduatoria del risparmio delle famiglie consumatrici. Non è poca cosa.

 

 

 

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