Voltido alle urne, Borghetti racconta le storiche votazioni del 1946
A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, una ricerca del sindaco Giorgio Borghetti ripercorre le elezioni comunali, il referendum del 2 giugno e il voto per la Costituente che segnarono il 1946 a Voltido
In occasione dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, il sindaco di Voltido Giorgio Borghetti ha ripercorso le pagine della storia locale legate al 1946, anno decisivo per il futuro del Paese. Attraverso una interessante ricerca condotta nell’Archivio Storico comunale, il primo cittadino ha ricostruito la partecipazione dei voltidesi alle tre consultazioni che segnarono la rinascita democratica dell’Italia: le elezioni comunali del 31 marzo e, il 2 giugno, il referendum istituzionale Monarchia-Repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente chiamata a scrivere la nuova Carta fondamentale dello Stato.
“All’epoca Voltido contava 1.268 abitanti e, considerando che il diritto di voto spettava ai cittadini che avevano compiuto 21 anni – osserva Borghetti – la partecipazione alle urne fu significativa. Dal referendum emerse una netta preferenza della comunità per la Repubblica, in linea con la scelta che avrebbe portato alla nascita del nuovo ordinamento democratico italiano.
La situazione sociale-economica al 25 aprile 1945, giorno della Liberazione dall’occupazione nazista e dal regime fascista, era molto critica anche qui. Voltido – spiega il primo cittadino – aveva avuto morti o uccisi 19 giovani ragazzi a causa della guerra, un partigiano, gettando nel lutto le famiglie e l’intera comunità.
I reduci da campi di concentramento stavano tornando a casa anche un anno dopo la guerra, i giovani, che dopo l’8 settembre 1943 lavoravano alle ferrovie di Piadena per la ditta militare tedesca, potevano finalmente riprendere il loro lavoro. Il Comune, oltre alla ordinaria amministrazione, si occupava della distribuzione dei medicinali ai poveri, della ospedalità per i malati, dopo che aveva introdotto la tessera annonaria e il razionamento dei consumi.
Da un punto di vista amministrativo, il Podestà (la cui figura, istituita dal fascismo per decreto legge nel 1926 in sostituzione del Sindaco e del Consiglio Comunale che furono soppressi) era rimasto in carica fino al 2 giugno 1945.
Il Comitato di Liberazione Nazionale alta Italia designa, a partire dal 15 giugno 1945, sindaco Dario Maggi, affiancato da 2 assessori (Giuseppe Torelli, Angelo Cauzzi), rimasti in carica fino al 31 marzo 1946, data delle elezioni comunali. Per la prima volta, a partire da queste elezioni, viene esteso il voto anche alle donne.
ELEZIONI COMUNALI
Alle elezioni comunali del 31 marzo 1946 si presentarono 2 liste: quella Social Comunista ottenne 416 voti, mentre la Democrazia Cristiana ottenne 283 voti. I votanti furono 365 elettori e 372 elettrici (il Comune annoverava al tempo 1268 abitanti). Entra in carica, dal 5 aprile 1946 il primo consiglio comunale liberamente eletto: il sindaco è il socialista Augusto Cauzzi, in totale 12 consiglieri di maggioranza e 3 di minoranza. Con Augusto Cauzzi si chiude la parentesi che era stata aperta nel 1921 quando era stata eletto, per la prima volta, un consiglio comunale a maggioranza socialista il cui sindaco era Attilio Luigi Superti e il vice sindaco Augusto Cauzzi. Nel giro di un anno, Attilio Luigi Superti fu sostituito da un commissario prefettizio in attesa delle elezioni 8 gennaio 1922. Attilio si dovette nascondere a Recorfano, e il 31 dicembre 1921 salpò alla volta di Rio de Janeiro, stabilendosi definitivamente a Porto Alegre. Dopo 25 anni, Augusto Cauzzi diventa sindaco di Voltido e lo sarà fino al 1956.
REFERENDUM
Al Referendum Monarchia- Repubblica del 2 giugno 1946 parteciparono:
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elettori 384
-
elettrici 386
Votarono per la Repubblica 458 elettori, per la Monarchia 261, schede nulle 6, bianche 49.
ASSEMBLEA COSTITUENTE
Le votazioni per l’Assemblea Costituente del 2 giugno portarono ai seguenti risultati:
· Partito Comunista 204
· Partito Socialista 195
· Democrazia Cristiana 236
· Partito d’Azione 13
· Unione della libertà 14
· Partito Repubblicano 1
· Internazionale comunista 3
· Bandiera tricolore 30
· Stella della libertà 14
