Casalasca, primo passo della multiutility saranno i servizi cimiteriali? “E’ un’idea”
L'operazione rappresenterebbe il primo tassello del progetto di trasformazione di Casalasca in una vera società multiservizi, capace di affiancare alla gestione dei rifiuti altre attività di interesse pubblico
Casalasca Servizi potrebbe presto ampliare il proprio raggio d’azione, assumendo la gestione dei servizi cimiteriali di Casalmaggiore. L’ipotesi è emersa durante il Consiglio comunale dedicato al Piano economico finanziario della Tari, quando il sindaco Filippo Bongiovanni ha delineato le prospettive della società dopo la trasformazione in house providing.
Il tema è stato sollevato dal consigliere di minoranza Luciano Toscani, che ha chiesto chiarimenti sul futuro della società, sia in relazione all’ingresso di nuovi Comuni soci sia all’eventuale ampliamento delle attività oltre al servizio di raccolta e gestione dei rifiuti.
Nella risposta, il sindaco ha spiegato che il percorso sarà graduale. Prima sarà necessario definire il quadro dei Comuni che entreranno a far parte della società in house: sono infatti in corso contatti con sette-otto amministrazioni interessate ad aderire, con un nuovo confronto previsto nel mese di settembre.
Solo successivamente si valuteranno i nuovi servizi da affidare a Casalasca Servizi. Tra questi, il primo candidato sembra essere proprio quello cimiteriale. «Alcuni servizi, come quelli cimiteriali, Casalasca li svolge già in diversi Comuni», ha ricordato Bongiovanni, lasciando intendere che, con la scadenza dell’attuale affidamento nei prossimi mesi, potrebbe essere naturale trasferirne la gestione alla società partecipata, al netto ovviamente di tutte le partite burocratiche da giocare prima dell’eventuale assegnazione.
L’operazione rappresenterebbe il primo tassello del progetto di trasformazione di Casalasca in una vera società multiservizi, capace di affiancare alla gestione dei rifiuti altre attività di interesse pubblico. L’obiettivo dell’Amministrazione è procedere con prudenza, consolidando prima l’assetto societario e valutando poi, uno alla volta, i servizi da internalizzare, sfruttando competenze che la società ha già maturato in altri territori.