Caro amico, ti scrivo. Nazza, ciò che c’è stato e ciò che ancora deve arrivare
Caro amico, ti scrivo, perché oggi sono due anni, come se l’11 settembre non fosse già un giorno segnato dalla storia. Da due anni quella data ha graffiato un po’ anche la nostra, di avventura umana, nel nostro privato, nel nostro orizzonte casalasco e cremonese
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Caro amico, ti scrivo.
Sì, la canzone non è quella giusta di Lucio Dalla, ma le licenze poetiche sono ammesse per onorare il ricordo di un amico. E questo sottofondo musicale era certamente tra i tuoi preferiti.
Caro Nazza, sì, ti scrivo. E non per distrarmi, ma per dirti come va quaggiù. Il ponte nuovo lo stiamo ancora aspettando, in compenso forse arriva la tangenziale, anche se serviranno anni e pazienza. L’ospedale ha problemi qua e là ma presto almeno partiranno i lavori: ti ricordi di quella volta in cui scrivesti delle mura consunte di una struttura che aveva bisogno urgente di una rinfrescata? Ecco, qualcosa si è mosso.
Sul Punto Nascite, una delle due tante battaglie, si è un po’ persa la speranza, in compenso chi lotta in tuo nome c’è, eccome: la tua associazione, Andom, quel motto che avevi coniato sul crinale della malattia, scollinando verso il tuo saluto ma prima di tutto lasciando un’eredità, che avanza.
Caro amico, ti scrivo, perché oggi sono due anni, come se l’11 settembre non fosse già un giorno segnato dalla storia. Da due anni quella data ha graffiato un po’ anche la nostra, di avventura umana, nel nostro privato, nel nostro orizzonte casalasco e cremonese.
Sabato sarà il compleanno di Andom, il tuo piccolo miracolo: trasformare i giorni di un anniversario di morte, in una nuova nascita. Mi risulta tu fossi ateo, eppure c’è molta spiritualità – da qualsiasi religione si prenda la prospettiva – in questa tua intuizione portata avanti dai tuoi cari.
Caro amico, ti penso, specie nei momenti più difficili, anche della professione: noi ce l’eravamo detti con un messaggio quello che andava fatto quando le pieghe degli eventi sono più dure da raddrizzare. E sto mantenendo, o almeno ci provo.
Caro amico, ora però guardo anche al domani: un dono – un altro – per il tuo ospedale. E un corso – un altro, ti ricordi quando lo portammo avanti fianco a fianco? – per giovani giornalisti, che partirà a breve nel tuo nome.
Caro amico, hai visto? Andom tutti insieme. Avanti, per dirla con un altro cantautore che certo hai amato, con un piede nel passato e lo sguardo dritto aperto nel futuro. Oppure, per dirla con James Taylor, lui sì il tuo preferito, perché è sufficiente essere sulla tua strada…