Finti carabinieri, tre truffe nel Mantovano: una è avvenuta a Bozzolo
Resta ancora da identificare il quarto componente della banda, ovvero il telefonista che contattava gli anziani fingendosi carabiniere
È successo anche a Bozzolo, dove un anziano è finito nel mirino di una banda di finti carabinieri. La truffa è stata messa a segno il 31 agosto, quando la vittima è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è presentato come un militare dell’Arma e le ha raccontato di un’indagine in corso su una rapina in una gioielleria di Mantova. Secondo il falso carabiniere, l’auto dell’anziano sarebbe stata vista nei pressi del luogo del colpo.
Un pretesto studiato per creare allarme e convincere la vittima a raccogliere gioielli, denaro e altri beni di valore presenti in casa, con la scusa di doverli verificare perché avrebbero potuto essere collegati alla refurtiva. Poco dopo la telefonata, alla porta si è presentato un complice, anche lui qualificatosi come appartenente all’Arma, che si è fatto consegnare oro e contanti prima di allontanarsi.
Quello di Bozzolo è uno dei tre episodi accertati attribuiti a un gruppo composto da tre giovani pregiudicati, due donne e un uomo, poco più che ventenni e originari della Puglia e della Campania. Il giorno successivo, 1° settembre, i presunti truffatori avrebbero colpito prima a Casaloldo e poi a Mantova città, sempre ai danni di persone anziane.
A chiudere il cerchio sono stati i Carabinieri del NOR-Sezione Operativa di Mantova, che hanno denunciato i tre giovani, a piede libero, alla Procura della Repubblica di Mantova con l’accusa di truffa aggravata in concorso. Determinante, nell’attività investigativa, è stato il lavoro di ricostruzione dei movimenti della banda attraverso i sistemi di videosorveglianza municipale di Mantova, Castiglione delle Stiviere e Viadana.
L’analisi delle immagini ha permesso di ricostruire gli spostamenti dei sospettati, individuare la loro base logistica nel Mantovano e isolare l’auto utilizzata per gli spostamenti: una vettura presa a noleggio con cui i giovani erano arrivati dalla Campania. L’incrocio dei dati e le comparazioni fotografiche hanno quindi consentito ai militari di risalire alle identità dei tre, successivamente riconosciuti anche dalle vittime.
Resta ancora da identificare il quarto componente della banda, ovvero il telefonista che contattava gli anziani fingendosi carabiniere. Le indagini proseguono anche per verificare un eventuale coinvolgimento del gruppo in altre truffe commesse sul territorio regionale.