Violenza giovanile: a Viadana la politica stavolta va d’accordo su un tavolo comune
Nel caso viadanese, a colpire è soprattutto l’età dei ragazzi coinvolti nell’aggressione: 12, 14 e 15 anni. Uno di loro, inoltre, avrebbe avuto con sé anche un coltello
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Minoranze e maggioranza, stavolta, tutti d’accordo. Perché la violenza, soprattutto quando coinvolge i più giovani, non ha colore politico. A Viadana il tema degli episodi di aggressione che hanno coinvolto ragazzi e adolescenti ha spinto le forze politiche a chiedere interventi concreti e, sul fronte dell’amministrazione comunale, il sindaco Nicola Cavatorta ha garantito che il lavoro verrà avviato.
Dopo la richiesta di tavoli di confronto e anche di un Consiglio comunale ad hoc avanzata, tra gli altri, dai consiglieri di minoranza Lidia Culpo per il Pd e Fabrizia Zaffanella e Silvio Perteghella per Viadana Democratica, è arrivata dunque la risposta del primo cittadino. «A seguito di recenti e gravi episodi di cronaca, tra cui l’aggressione ai danni di un ragazzo di 16 anni – ha spiegato Cavatorta – abbiamo promosso l’attivazione di tavoli di lavoro, presidi di sicurezza e iniziative di prevenzione, coadiuvate dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali, mirate a supportare le famiglie e arginare i fenomeni di violenza giovanile sul territorio».
Intanto il 16enne aggredito a Viadana sta meglio. La vicenda aveva destato forte impressione nella comunità, anche per la sequenza ravvicinata di episodi. Il giovane, in realtà, non è mai stato in pericolo di vita, ma l’aggressione è arrivata a circa una settimana da un altro episodio avvenuto sempre a Viadana e dalla violenta aggressione di Rivarolo del Re, dove un 23enne era finito in Rianimazione dopo un pugno che gli aveva provocato un trauma cranico.
Nel caso viadanese, a colpire è soprattutto l’età dei ragazzi coinvolti nell’aggressione: 12, 14 e 15 anni. Uno di loro, inoltre, avrebbe avuto con sé anche un coltello. Un elemento che rende ancora più evidente la necessità di affrontare il problema non soltanto sotto il profilo della sicurezza, ma anche attraverso prevenzione, educazione e sostegno alle famiglie. Di fronte a una violenza che coinvolge ragazzi sempre più giovani, l’impressione condivisa è che non ci sia più tempo da perdere.