Ferroni rilancia il ponte provvisorio: “Garantire i collegamenti prima dell’emergenza”
Le nuove preoccupazioni per il ponte Casalmaggiore–Colorno riportano al centro una proposta avanzata nel 2017: un collegamento alternativo per tutelare cittadini, imprese e servizi
Le notizie pubblicate dalla stampa locale il 13 e 14 ottobre riaccendono la preoccupazione per il futuro del ponte sul Po tra Casalmaggiore e Colorno. Orlando Ferroni, già consigliere comunale di Casalmaggiore, torna a chiedere una programmazione capace di garantire la continuità dei collegamenti e di prevenire le conseguenze economiche e sociali di nuove interruzioni.
La questione riguarda un territorio nel quale si intrecciano le attività delle province di Parma, Mantova e Cremona, con ricadute anche sul Reggiano. I ponti Casalmaggiore–Colorno e Viadana–Boretto costituiscono passaggi fondamentali per lavoratori, studenti, imprese e trasporto delle merci. Un’eventuale indisponibilità contemporanea dei due attraversamenti aggraverebbe sensibilmente le difficoltà di mobilità dell’intera area.
«È questo il rischio che segnalo da anni», afferma Ferroni. «Il problema va affrontato considerando insieme i collegamenti del territorio. Dobbiamo sapere quali alternative saranno disponibili se uno o più attraversamenti dovessero subire limitazioni o chiusure. Sono in gioco il lavoro, l’economia locale e l’accesso ai servizi».
La proposta del ponte provvisorio risale al 2017. In seguito alla chiusura del ponte di Casalmaggiore, Ferroni contattò la società specializzata Janson Bridging, promosse sopralluoghi e presentò uno studio di fattibilità. L’ipotesi prevedeva una struttura modulare in acciaio su piloni, percorribile anche dai mezzi pesanti, per mantenere i collegamenti durante la realizzazione delle opere definitive.
Le valutazioni illustrate allora indicavano circa sei mesi di cantiere, al netto delle procedure amministrative, e prospettavano un investimento più contenuto rispetto alla costruzione di un nuovo ponte definitivo. Tempi, costi e condizioni di realizzazione richiedono oggi un aggiornamento tecnico ed economico.
Nel 2018 Ferroni sollecitò inoltre un piano di emergenza per le infrastrutture; nel 2023 tornò a proporre il collegamento provvisorio, richiamando le incertezze sui tempi del nuovo ponte.
Il tema resta attuale. Nel chiarimento diffuso il 6 ottobre 2026, la Provincia di Parma ha riferito che il progetto di fattibilità del nuovo ponte Casalmaggiore–Colorno è stato consegnato ad Anas nel settembre 2025, indicando un investimento di circa 300 milioni di euro, ancora da finanziare per la realizzazione, e cinque anni di lavori dall’apertura del cantiere.
«Chiedo che la soluzione provvisoria venga riesaminata subito, con una valutazione aggiornata della fattibilità, dei costi e delle autorizzazioni necessarie», conclude Ferroni. «Occorrono responsabilità definite e un programma operativo che garantisca i collegamenti durante il percorso verso il nuovo ponte. Il territorio deve poter continuare a vivere e lavorare».