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Torricella si difende
Sacchini: “74mila euro
già sono stati trattenuti”

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La prima notizia, emersa nel consiglio comunale straordinario convocato ieri sera a Torricella del Pizzo, è che in realtà il piccolo comune casalasco dovrebbe alla Regione Lombardia solo 3mila euro (spicciolo più spicciolo meno) e non 77mila come decretato dalla sentenza del Consiglio di Stato.

La seconda è che il sindaco Emanuel Sacchini ha garantito che farà di tutto per salvaguardare i cittadini all’epoca colpiti dall’alluvione, ai quali i fondi sono stati assegnati e ai quali, oggi, andrebbe in teoria chiesta la restituzione: un vero e proprio attacco, secondo il cittadino, all’onestà dei privati che in quei giorni hanno vissuto giorni davvero tragici.

Andiamo con ordine. Sacchini ha preso atto della sentenza davanti ai consiglieri ieri convocati, ma poi ha spiegato che Torricella del Pizzo è un caso a parte a livello non solo di vicinato (San Daniele Po ha perso lo stesso tipo di sentenza, Martignana di Po dovrebbe farlo a breve), ma anche in tutto il Nord Italia: “Mi sono informato e credo proprio che nessun comune, nemmeno in Piemonte dove l’alluvione del 2000 è stata dirompente, abbia subito lo stesso nostro trattamento. La somma di 77mila euro è stata in gran parte già rimborsata in forma di trattenute indebite: ho conservato tutte le fatture del Pirellone dove si dice chiaramente che alcune migliaia di euro, dovute nel corso degli anni al nostro comune sotto varie forme, dal rimborso elettorale, al contributo per la scuola, eccetera, sono state trattenute a scomputo della cifra dovuta nel 2007. Dal 2007 ad oggi la Regione ha trattenuto già 74mila euro. Ne restano 3mila, al massimo”.

Proprio al 2007, infatti, risale la richiesta della Regione della restituzione dei fondi eccedenti assegnati nel 2000 per l’alluvione: fondi calcolati appunti nell’ordine di 77mila euro. Da lì partì il ricorso al Tar, che in un primo momento ha dato ragione ai comuni ricorrenti. “Se abbiamo fatto ricorso al Tar è perché vogliamo tutelare fino in fondo i nostri privati. Il nostro impegno è e sarà sempre per loro. E mi indigna profondamente” ha ricordato il sindaco “che sia messa in discussione oltre che la serietà dell’ente comunale, anche l’onestà dei nostri cittadini. L’impressione è che la burocrazia si impunti e faccia le pulci alle tragedie, perché di tragedia si tratta in quanto quell’alluvione causò diversi morti nel Nord Italia, e faccia invece spallucce dinnanzi agli scandali più pesanti”.

Il sindaco ha altresì garantito che nei prossimi giorni incontrerà una ad una le famiglie colpite, in forma più o meno diretta, dal provvedimento, ossia chi dovrebbe restituire parte del denaro ricevuto nel 2000. “Il range di contributo a famiglia va dai 500 ai 3500 euro per famiglia, in più abbiamo un paio di casi dove le cifre sono più cospicue, dai 4mila agli 8mila euro. Io spero che nessun cittadino debba sborsare un euro, perché altrimenti sarebbe una sconfitta morale, la più grave da quando sono amministratore. Ricordo ancora lo slogan del Ministero nell’autunno del 2000: “Tutti a casa entro Natale”, recitava. E i nostri cittadini, dandosi di fare, entro Natale erano già in casa. Forse qualche burocrate si è scordato di questo, giocando sulla loro onestà e sulla voglia di fare”.

 

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