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Riunioni capigruppo
senza contraddittorio?
Minoranze minacciose

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Le prossime riunioni capigruppo (ovvero una fase formale preliminare al consiglio, dove si discutono i principali punti della seduta tra maggioranza e minoranza) saranno disertate dal Listone, dalla Lega Nord e da Casalmaggiore per la Libertà? Potrebbe essere questa la linea forte di ritorsione scelta dalle minoranze per dimostrare alla maggioranza che, a detta loro, così non si fa.

L’ultimo consiglio comunale, in particolare, ha scoperchiato un vaso di Pandora che non si era mai completamente richiuso. Filippo Bongiovanni se la prende con il punto del Pgt, che guarda caso è stato rinviato, almeno nella parte concernente la votazione, proprio per l’assenza di comunicazione da parte della maggioranza. “Alla capigruppo” spiega Bongiovanni “hanno presentato una certa documentazione, abbiamo fatto le nostre proposte, in parte le hanno accolte, come sempre avviene in democrazia. Tre giorni dopo, al consiglio comunale, la documentazione era diversa e c’erano carte delle quali non conoscevamo nemmeno l’esistenza. Non è la prima volta che accade. A questo punto, se la riunione capigruppo deve essere una perdita di tempo, beh, forse è meglio che disertiamo”.

Qualcuno ha anche intenzione di saltare qualche seduta consiliare per protesta. “Io, personalmente, non arriverò a tanto, ma solo perché rispetto il consesso politico di Casalmaggiore. Certo, non entrare alle prossime capigruppo sarebbe già un bel segnale”.

Molto più pesante Orlando Ferroni di Casalmaggiore per la Libertà, inviperito dall’ultima mancanza, ossia l’invito rimasto nel cassetto alla commissione del parco Golena Po (Ferroni ne fa parte) durante l’inaugurazione delle nuove segnaletiche e dei nuovi percorsi dello stesso parco. “Sto pensando di dare le dimissioni dalla commissione Golena Po. Vorrei invitare anche gli altri membri a seguirmi, ma essendo parte della maggioranza, dubito avranno il coraggio di farlo. Il gesto di non invitarci a un evento che riguarda il parco, che noi stessi cerchiamo di salvaguardare in commissione, è uno sgarbo bello e buono. Quelli usati dalla giunta Silla sono metodi antidemocratici e infatti io lo chiamo Re Silla, perché è tutto fuorché un sindaco che ascolta gli altri”.

E sulla capigruppo? “Tante volte tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Oggi siamo tutti arrabbiati, ma credo che questa maggioranza abbia tirato troppo la corda: se le altre minoranze si uniscono a questa idea, credo che sposerò il loro piano per lanciare un segnale. Siamo stufi di non contare nulla, rappresentiamo, insieme, due terzi dei votanti di Casalmaggiore. Ignorarci non è la strada”.

Poi la frecciata. “Non vorrei” tuona Ferroni “che la capigruppo servisse alla maggioranza per compattarsi attorno a un argomento: magari qualcuno della stessa maggioranza è contrario, ma, vedendo le nostre posizioni, si compattano subito. Chissà, magari qualcuno non ancora indottrinato e capace di ragionare politicamente con la sua testa c’è ancora”.

Chiude Carlo Gardani, del Listone, che come responsabile delle Gev di Casalmaggiore si aspettava, al pari di Ferroni, un invito nella giornata di domenica. “L’idea di disertare la capigruppo è condivisa da tutte le minoranze: la maggioranza tra l’altro, andando oltre l’episodio singolo del parco Golena Po, sta svuotando il consiglio di significato e di importanza, con comportamenti così scorretti; noi svuoteremo, allora, la capigruppo, perché viene a mancare lo spirito del consesso politico. La capigruppo è un’operazione che implica mezzora dove si fanno soltanto passare in elenco i punti all’ordine del giorno, senza entrare nel merito come la legge richiede. E questo pensiero prescinde dal mancato invito al parco Golena Po, anche se questo aspetto è molto fastidioso: da qualche mese ormai, e piuttosto spesso, la maggioranza non rispetta le minoranze e non le invita più, dimenticandosi di condividere questi momenti comunitari. Se davvero è colpa della burocrazia, bisogna fare qualcosa per migliorare. Non andare alle capigruppo potrebbe essere il primo degli atti messi in campo dalle minoranze. Da parte mia, se questo è l’andazzo, potrei anche proporre di disertare le sedute del consiglio, visto che nessuna delle nostre idee viene mai presa in considerazione. Inoltre, ogni volta che non sei in linea con il pensiero della maggioranza, passi per chissà quale mostro. In democrazia bisogna accettare chi non è d’accordo e, a volte, potrebbe anche avere ragione. Dobbiamo partire dalle piccole cose, per non lamentarci poi se varie situazioni sono poco chiare o vanno a rotoli”.

In serata arriva la replica del sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla, che taglia corto: “Attenzione a non mischiare le questioni politico amministrative con aspetti di comunicazione, di stampa. Ho già invitato assessori e consiglieri a prestare maggior attenzione nel coinvolgere tutti i media e le rappresentanze politiche nel momento in cui si organizzano eventi pubblici. Alle minoranze però mi permetto di dire che il sindaco rappresenta tutti, non solo una parte di consiglio o di cittadinanza”.

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