Economia
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Mercato di Casalmaggiore, ampi spazi vuoti. La pioggia incide, ma non è solo quella

Resta il fatto che anche nei sabati in cui il tempo è più clemente i banchi sono sempre meno ed è sempre più facile trovare spazi vuoti. Anche gli spuntisti si sono sempre più assottigliati

CASALMAGGIORE – “Il numero dei venditori è calato, a prescindere dalla pioggia. Oggi però credo che alcuni abbiano deciso di non venire sentendo le previsioni del tempo. Sai, noi lavoriamo soprattutto con le persone anziane e col maltempo è difficile che escano”.

Così racconta un’ambulante, una delle poche presenti questa mattina, nonostante tutto. Pioggia, ragioni economiche, mancanza di attrattivà, crisi, centri commerciali: a prescindere dalle ragioni, tutte con un proprio peso specifico, l’immagine del mercato di questa mattina rasentava la desolazione.

“Mai visto un mercato così!”. Ampi spazi vuoti, pochissima gente in giro. “Credo che alcuni di noi – chiude sorridendo l’ambulante – abbiano guardato fuori dalla finestra questa mattina e deciso di restare a letto. Poi è anche vero che non siamo più in tanti come una volta”.

Le responsabilità in genere non hanno mai padri, e in questo caso ancora di più. Un declino che ha forti ragioni economiche, qualche ragione climatica, e ragioni di scelte. La pioggia può essere un motivo, più che plausibile. Certo, stamattina non c’era il diluvio universale, ma la pioggia comunque scoraggia chi esce.

Sino ad una decina di anni fa, via Cavour, via Favagrossa, via Cairoli, via Marconi erano ricche di banchi. La gente si muoveva probabilmente un po’ di più nei mercati, faceva spese, a prescindere dalla pioggia. Ora è cambiato il modello, i centri commerciali attraggono di più e le grandi catene propongono prodotti a prezzi competitivi. Forse è l’intero sistema che sta cambiando ed è cambiato, anche se c’è da dire che vicino a noi qualche mercato regge di più i colpi, a partire da Colorno, tanto per citare una realtà a noi vicina.

Resta il fatto che anche nei sabati in cui il tempo è più clemente i banchi sono sempre meno ed è sempre più facile trovare spazi vuoti. Anche gli spuntisti si sono sempre più assottigliati: un tempo facevano a gara per riempire gli spazi vuoti e molti restavano fuori. Oggi non è più così.

Aumentare i banchi con prodotti specifici o di qualità? Provare a rilanciare il mercato coinvolgendo associazioni di categoria? Provare a rendere appetibile il mercato con iniziative anche al di fuori del commercio stesso? Provare a trovare una strada – ammesso che esista – per un rilancio. Occorrerà, commercianti, associazioni di categoria, associazioni di promozione territoriale ed amministrazioni, mettersi attorno ad un tavolo e provare a riflettere pacatamente sul cosa è possibile fare per non arrendersi ad un declino che – pioggia o meno – ormai appare abbastanza evidente.

Nazzareno Condina

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