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Formaldeide, dal M5S mano
tesa a Saviola e Frati: "Capiamo
vostro lavoro, sforzo sia comune"

"Il nostro consiglio è di non puntare il dito, ma darsi la mano. Bisogna costruire, perciò con obiettivi comuni ora si decida il percorso" scrivono i rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Viadana.

VIADANA – Il Movimento 5 Stelle interviene dopo la conferenza stampa congiunta delle aziende Saviola di Viadana e Frati di Pomponesco. “In merito alle dichiarazioni stampa delle aziende del truciolare pensiamo che per arrivare a una soluzione concreta sia necessario un percorso congiunto e costruttivo con le aziende. Partiamo da ciò che unisce aziende e comitati: tutti sono d’accordo nel dover conciliare le esigenze dei piani industriali, con i diritti dei lavoratori e la tutela dell’ambiente e della salute”.

“Perciò l’obiettivo è unico – spiegano i 5 Stelle di Viadana – e bisogna decidere il percorso. Quali sono i punti contestati dalle aziende?
1) I NUMERI
Nella petizione europea (che è la fonte ufficiale) c’è scritto che in Europa si producono 4.115.000 tonn/anno di Formaldeide e che sul nostro territorio se ne produce il 12% di tutta Europa.  fonte: https://bit.ly/2MJJiDd
Dalla petizione si legge che Chimica Pomponesco è autorizzata alla produzione di 250.000 ton/anno di formaldeide e Sadepan Chimica SRL è autorizzata a produrre 370.000 ton/anno di formaldeide. La somma fa 620000 ton/anno.
Il 12% di 4.115.000 è 493800 ton/ann. Dire che sul nostro territorio si produce il 12% di formaldeide di tutta Europa, è addirittura una dichiarazione prudente perchè potenzialmente si potrebbero produrre 620000 ton/anno cioè il 15% di tutta Europa.

2) LE CONCLUSIONI DELL’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA VIADANA FASE II
Fonte: https://bit.ly/2D3llC3
Conclusioni: https://bit.ly/2UxNM26
L’indagine epidemiologica Viadana non è stata fatta da invasati allarmisti ma da ASL MANTOVA (oggi ATS VAL PADANA) , la Sezione di Epidemiologia & Statistica Medica, la Cattedra di Tossicologia Sezione di Farmacologia tutte facenti parte del Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica Università di Verona. Le Conclusioni sono chiare:  “Analisi preliminari hanno inoltre evidenziato un’associazione statisticamente significativa tra esposizione a formaldeide e ricoveri per patologie dell’apparato respiratorio, nella popolazione pediatrica del distretto . Lo studio di genotossicità ha documentato l’esistenza di un aumento significativo del danno genotossico nei bambini esposti a maggiori livelli di formaldeide e NO2. In particolare, per la distribuzione spaziale evidenziata nel presente studio, la formaldeide può essere considerata un tracciante specifico dell’attività delle aziende del comparto del pannello truciolare”.

3) LA POLEMICA: “In altre nazioni aziende concorrenti non hanno vincoli”.
Le aziende mantovane hanno perfettamente ragione, proprio per questo i comitati si sono rivolti alla Commissione Europea, perché le normative europee più restrittive devono riguardare tutte le aziende europee e noi vogliamo tutelare le nostre aziende italiane che sono indubbiamente più avanti come emissioni. Aggiungo di più, la nostre aziende hanno sempre rispettato i limiti di emissioni, il problema è l’effetto cocktail e la concentrazione di formaldeide in un fazzoletto di terra di 6 Km.
Questa concentrazione, dai dati degli studi epidemiologici Viadana I e II, produce patologie di infiammazioni polmonari e danno genotossico nei bambini (danno del DNA reversibile ma che potrebbe causare inizio di cancerogenesi). fonte: https://bit.ly/2UxNM26

4) STESSA CONCENTRAZIONE DI FORMALDEIDE DI NEW YORK.
Questo dato è emerso nell’audizione di ATS VAL PADANA in Commissione Sanità di Regione Lombardia il 16/1/2019. Questa deve essere una battaglia congiunta di aziende, lavoratori e comitati per essere più competitivi e dare dunque più lavoro al territorio, creare più impresa e ricchezza tutelando maggiormente la salute dei cittadini. Gli arbitri della partita devono essere le istituzioni locali, regionali e nazionali che devono farsi promotori di tavoli tecnici-istituzionali per raggiungere tutti lo stesso obiettivo.
Se la Commissione Europea ha accolto la petizione e ha annunciato a breve limiti più restrittivi di formaldeide in tutta Europa, evidentemente vuol dire che le richieste dei comitati sono fondate e che c’è una questione da risolvere. Perciò nessuno deve mettere contro nessuno, e tutti devono essere parte proattiva. Ognuno di noi deve fare la propria parte costruttiva: i comitati devono tenere bassi i toni affinché il dialogo sia costruttivo, le aziende non devono sminuire i dati scientifici e le richieste dei cittadini, le istituzioni comunali essere promotori di dialogo fra le parti, le istituzioni regionali e nazionali devono aiutare con risorse economiche le aziende a fare ricerca e sviluppo per arrivare a soluzioni alternative alla formaldeide, e i cittadini devono informarsi e non ascoltare chi dice che si vuole distruggere tutto. Il nostro consiglio è di non puntare il dito, ma darsi la mano. Bisogna costruire, perciò con obiettivi comuni ora si decida il percorso”.

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