Cultura
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Venerdì si svela "Sul confine"
del presidente di Emmaus Bondioli

Nato in Provincia di Mantova nel 1959, Massimo Bondioli vive ormai da molto tempo a Piadena Drizzona. È stato insegnante di scuola primaria per oltre quarant’anni. Oltre alla poesia e alla promozione culturale, si dedica a un’intensa attività di volontariato sociale: è anche presidente dell’associazione piadenese Amici di Emmaus.

Il Teatro Parrocchiale di Piazza Garibaldi a Piadena ospita venerdì 1 ottobre, alle ore 21, una ”Serata d’autore”. Verrà presentato il libro “Sul confine” di Massimo Bondioli: interverranno con l’autore il poeta e critico Fabrizio Bregoli, l’editore e poeta Mauro Ferrari e il docente di Filosofia e poeta Stefano Prandini.

L’incontro è organizzato dal Comune di Piadina Drizzona e dalla Biblioteca Comunale, e si potrà partecipare esibendo il green pass. Nato in Provincia di Mantova nel 1959, Massimo Bondioli vive ormai da molto tempo a Piadena Drizzona. È stato insegnante di scuola primaria per oltre quarant’anni. Oltre alla poesia e alla promozione culturale, si dedica a un’intensa attività di volontariato sociale: è anche presidente dell’associazione piadenese Amici di Emmaus.

Ha pubblicato le raccolte “Sotto il segno del tiglio”, Gattogrigio Editore, 2010, “La chimica del mare”, puntoacapo Editrice, Pasturana (AL), 2014, “Animali di strada” (con Mauro Ferrari), Rossopietra, Castelfranco Emilia (MO), 2018, e la plaquette “Era dunque quella la via?”, Alla Chiara Fonte, Lugano Viganello, 2019. Bondioli ha partecipato a diversi concorsi riportando significativi riconoscimenti. Sue poesie sono pubblicate su riviste e antologie.

Ecco un breve estratto della prefazione di Fabrizio Bregoli:
Prima di tutto emerge la concezione della poesia come espressione della “vita”, non quindi forma letteraria fine a se stessa, ma trasposizione dell’esperienza, realmente vissuta ed esperita, poesia come strumento che ha bisogno delle “parole”, a cui va quindi attribuita la massima attenzione e la cura che meritano, perché possano essere “inviate” (c’è quindi un destinatario con cui va instaurato il dialogo: l’altro da sé) “oltre confine”, appunto. Le parole devono quindi essere in grado di travalicare i propri limiti, rompere indugi e barriere, attraversare l’altro per farsi concrete e entrare in sintonia con il mondo; ma tale processo non può mai essere a senso unico… La poesia di Bondioli, come appare esplicito in questa opera, naturale approdo delle precedenti, è allora soprattutto voce che cerca di indagare l’uomo (fosse pure, come in passato, attraverso gli “animali di strada”), tutta la contraddittorietà della sua esistenza, definita con un’espressione felicissima “mappa precaria / dei suoi infiniti approdi”.

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