Mafia e azzardo: incontro
con i giovani del territorio
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I rapporti tra mafia e il mondo del gioco d’azzardo sono stati al centro del partecipato incontro di mercoledì 27 agosto a Bozzolo. Un interessante momento informativo e di sensibilizzazione, arricchito dalle analisi e dall’approfondita relazione del prof. Stefano Prandini, autore del libro “Mafie all’ombra del Torrazzo”. La pubblicazione è scaturita da una ricerca collettiva iniziata su impulso del circolo Arcibassa di Gussola, un lavoro coordinato da Prandini e Claudio Meneghetti.
Nel corso di “Azzardo criminale”, appuntamento, svoltosi a Bozzolo nell’ambito del campo di E!State Liberi!, si è posto un focus su alcune delle tematiche affrontate nel saggio, tra cui appunto la correlazione tra organizzazioni criminali e gioco d’azzardo.
Ad assistere all’intervento del docente, relatore della serata promossa presso l’Ex Istituto San Giuseppe da Azienda Speciale Consortile Oglio Po e dal Consorzio Casalasco Servizi Sociali, c’erano i tanti giovani ambassador del territorio coinvolti e protagonisti di un progetto strutturato di sensibilizzazione sul tema della ludopatia e sulle sue implicazioni.
A margine dell’esposizione di Prandini, i ragazzi della webradio di Bozzolo, del Gruppo Scout e le studentesse del Polo Romani di Casalmaggiore hanno proposto reel e podcast realizzati nei mesi scorsi. L’ultimo atto di un lavoro intenso promosso al fine di informare i propri coetanei sulle conseguenze e sui rischi di un approccio patologico al gioco, anche sulle piattaforme online.
L’incontro rientra nel progetto “Scommetto che Smetto”, giunto alla sesta edizione. Uno schema d’ampio respiro finanziato dal Piano Gap di Ats Val Padana, in collaborazione con Csv Lombardia Sud Ets, Fondazione Arca Cms, Auser Dosolo Odv, e al quale hanno aderito le Asst di Mantova e di Cremona, i 27 Comuni dell’ambito Oglio Po, Micromacchina Aps e gli Istituti Superiori G. Romani di Casalmaggiore e San Felice di Viadana.

Lorenzo Costa