Daniela Sogliani racconta il MuVi
e i suoi progetti culturali
Il MuVi si conferma sempre più punto di riferimento per la cultura a Viadana (e non solo). In un’intervista concessa alla nostra testata, Daniela Sogliani, direttore del MuVi, racconta la programmazione, il ruolo – fondamentale – dei volontari e i rapporti, sempre più consolidati, con istituzioni scolastiche, associazioni e realtà del territorio.
Dal suo arrivo in qualità di Direttore del MuVi è stato introdotto un momento di presentazione, aperto alla stampa a cadenza mensile, per illustrare l’offerta culturale del mese del MuVi: quanto è importante la programmazione per aumentare l’attrattività di questo polo culturale?
La programmazione del MuVi, polo culturale articolato e ricco di potenzialità, è stata fin dal mio arrivo la priorità assoluta. Ho avviato subito la creazione di un calendario unico degli eventi, una strategia di comunicazione coordinata con la stampa, una newsletter per gli utenti in linea con quanto richiesto dall’Amministrazione comunale. Un museo, una galleria espositiva, una biblioteca e un ufficio Informagiovani hanno certamente missioni e obiettivi che possono sembrare diversi, ma fanno parte invece di un unico racconto culturale, capace di intrecciare linguaggi, pubblici e generazioni. Questa sinergia non solo rafforza le singole attività, ma apre la strada a iniziative trasversali, progetti sperimentali e collaborazioni inedite con il territorio, le scuole, le associazioni e gli operatori culturali. In questi mesi ho potuto constatare un impegno straordinario da parte di tutto il personale e dei collaboratori, che con professionalità, creatività e spirito di squadra hanno contribuito a trasformare le idee in risultati concreti, gettando le basi per una programmazione sempre più ricca, inclusiva e partecipata per la città.
Nell’ultimo anno l’incremento di presenze è stato costante: quanto lavoro c’è stato per ottenere risultati del genere?
La crescita costante delle presenze da gennaio a giugno è il risultato di un lavoro intenso e corale. Abbiamo raggiunto quasi 13mila ingressi ma dietro ai numeri ci sono mesi di pianificazione, cura dei dettagli e, soprattutto, la volontà di offrire esperienze di qualità. Abbiamo puntato su una programmazione variegata e accessibile, fatta di presentazioni di libri, mostre e laboratori didattici, capaci di coinvolgere pubblici diversi e di rendere il MuVi un luogo vivo, accogliente e riconoscibile per tutta la comunità. Fondamentale è stata anche la sinergia tra i diversi spazi del polo culturale e la collaborazione con scuole, associazioni e realtà del territorio. Ogni evento, ogni iniziativa, è stata pensata per lasciare un segno e invogliare le persone a tornare, fino a trasformare il MuVi in un punto di riferimento stabile e attrattivo.
Anche i numeri in costante crescita della biblioteca confermano il trend positivo generale…
La nostra Biblioteca civica è un punto di riferimento per la città, ormai da molti anni. L’offerta editoriale per i più piccoli, per gli adulti e per i giovani è variegata e certamente attrae e fidelizza il pubblico. La Biblioteca ha una relazione stabile con gli Istituti scolastici viadanesi a cui sono offerti diversi laboratori didattici ed ospita anche un Gruppo di lettura che ogni mese si riunisce per leggere e commentare insieme un libro. Nella Biblioteca c’è anche un Fondo antico con testi pregevoli che meritano di essere valorizzati di più e questo sarà una delle mie missioni per i prossimi mesi.
L’apporto dei volontari è fondamentale per raggiungere questi obiettivi…
I volontari in questo percorso costituiscono una risorsa preziosa: con la loro disponibilità e passione contribuiscono a rendere possibile ciò che altrimenti resterebbe solo un’idea, trasformando i progetti in esperienze concrete e partecipate. Non sono semplicemente un supporto operativo, ma veri e propri ambasciatori della cultura perché la loro presenza crea un legame autentico con il pubblico avendo una conoscenza diretta del territorio e della comunità. Sono ponti tra le istituzioni e le persone, rendendo la cultura più vicina, accessibile e partecipata. Con i volontari si costruiscono progetti comuni, come ad esempio gli incontri di Tesi Time, che valorizzano le ricerche dei più giovani, o il corso di storia dell’arte “L’Alfabeto dell’arte”, appuntamento mensile che avvicina sempre di più gli utenti al patrimonio culturale. Il mio grazie per questo va certamente all’Associazione Apeiron ma anche alla Proloco viadanese, anch’essa vicina alle nostre iniziative.
Il Premio Viadana è tra gli appuntamenti più attesi in ambito culturale, quale ritiene sia la peculiarità principale di questo concorso letterario?
La peculiarità principale del Premio Viadana è la sua capacità di coinvolgere l’intera comunità. Non è solo un concorso letterario di alto livello, un concorso nazionale, ma un vero e proprio progetto culturale condiviso della città, in cui lettori, studenti, insegnanti, appassionati e semplici curiosi diventano parte attiva del progetto. La letteratura esce dai suoi contesti formali, esce dalla biblioteca, esce dalle case e si diffonde, creando un dialogo vivo tra autori e pubblico. Questo spirito partecipativo rende unico il Premio Viadana perché, grazie alla voce di chi legge e di chi si lascia coinvolgere, un’intera città si riunisce per dialogare insieme sui temi presentati nei 4 romanzi finalisti. Infine in questo progetto non ci sono confini d’età o di formazione perché avremo una Giuria di adulti ma anche una Giuria di giovani studenti che porteranno le loro istanze e le loro riflessioni.
Qual è l’obiettivo per la prossima stagione culturale a Viadana? Cosa dovremo aspettarci dal MuVi?
Il nostro obiettivo sarà duplice: da un lato consolidare le procedure, così da rendere l’organizzazione sempre più fluida ed efficiente; dall’altro ampliare la rete di collaborazioni, coinvolgendo nuovi partner e realtà del territorio, ma anche aprendo a sinergie con istituzioni e operatori culturali. Parallelamente, introdurremo novità nelle proposte culturali, per offrire al pubblico esperienze sempre più diversificate, inclusive e stimolanti: mostre, eventi interdisciplinari, iniziative pensate per tutte le età e attività che mettano in dialogo arti visive, letteratura, musica e teatro. L’idea è far sì che il MuVi resti un punto di riferimento stabile, ma anche un luogo capace di sorprendere e rinnovarsi continuamente. In concreto ci concentreremo sui musei (Parazzi e Museo della Città) e sulla valorizzazione del Fondo antico. Non mancheranno però le sorprese…
Quanto è determinante la collaborazione con le altre associazioni del territorio che operano nel contesto culturale locale?
È determinante: senza di essa, molte iniziative non avrebbero la stessa forza e lo stesso respiro. Le realtà culturali locali portano competenze, idee e punti di vista diversi, che arricchiscono ogni progetto e permettono di raggiungere pubblici sempre nuovi. Lavorare insieme significa mettere in rete risorse, energie e creatività. Questa sinergia rafforza il senso di comunità e crea un tessuto culturale vivo, in cui il MuVi non è un’“isola” ma un nodo centrale di un sistema più ampio, capace di crescere e innovarsi proprio grazie al contributo di tutti.
Lorenzo Costa