Casalmaggiore: bocciata la mozione
per la Consulta dei Giovani
Con cinque voti favorevoli, nove contrari e due astenuti il Consiglio Comunale respinge la proposta di istituire una Consulta Giovani. Ampio dibattito sul coinvolgimento delle nuove generazioni.
Con cinque voti favorevoli, nove contrari e due astenuti è stata respinta la mozione, presentata in sala consiliare dal consigliere Cinzia Soldi, per proporre l’istituzione della Consulta Giovani. Un organo rappresentativo che, nella visione dei firmatari del documento — il gruppo Casalmaggiore la tua città — avrebbe potuto svolgere un ruolo significativo nel coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita aggregativa, culturale, sociale e politica della comunità.
Un elemento che, nella lettura della minoranza, sarebbe stato, in potenza, fattore di discontinuità positiva rispetto a un trend nazionale e locale che vede nelle nuove generazioni un crescente senso di disaffezione verso la cosa pubblica. Partendo dalla riduzione della partecipazione in questo segmento di cittadini, il gruppo d’opposizione, presentando la mozione, ha ribadito le prospettive e le finalità di un organismo rappresentativo capace di operare in pianta stabile nel medio-lungo periodo. Un’azione non “a spot”, ma calibrata su un arco temporale ampio.
“L’istituzione di una Consulta Giovani – si è precisato nel documento – rappresenta un’opportunità per il Comune di dotarsi di uno strumento innovativo e dinamico per le politiche giovanili”. Nello schema suggerito dai banchi di minoranza vi era la predisposizione di un regolamento comunale per disciplinare composizione, modalità di elezione, nomina dei membri e funzionamento. Un mandato, dunque, normato da specifiche modalità e ben strutturato.
Sara Manfredi, assessore alle Politiche Giovanili, ha rimarcato come la creazione di un organo ex novo non sia strettamente necessaria per sviluppare idee e iniziative. Nel proprio intervento, l’esponente dell’amministrazione ha espresso perplessità rispetto all’impianto della mozione: “Sono d’accordo sulla necessità di un dialogo con i giovani. A riguardo, i progetti intrapresi dall’Ente non sono mai stati calati dall’alto, ma sempre condivisi con i ragazzi. A mio parere, istituire una Consulta non è l’unica modalità per aprire un dialogo con loro. Il confronto si concretizza già nelle progettualità che mettiamo in campo, che vedono la partecipazione di scuole, associazioni e istituzioni del territorio”.
Nel proprio excursus Manfredi ha citato percorsi avviati già nel primo mandato di Filippo Bongiovanni, quali La Voce ai Giovani, realizzato con il contributo determinante dell’allora assessore Pamela Carena per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile. Nel tempo, questa la lettura dell’assessore, le iniziative presentate non sono mancate. “Durante il mio assessorato – continua Manfredi – è stata essenziale la collaborazione con le scuole. Lo vedo anche nel Salone dello Studente: ogni anno vengono coinvolti i ragazzi per introdurre novità, migliorare il progetto e l’organizzazione dell’evento. Il tutto è sempre stato fatto coinvolgendoli al meglio.
Parlando di associazioni, siamo a stretto contatto con l’Aps Bemolle, che è parte di uno schema candidato a un apposito bando regionale. Nell’elaborazione di proposte, eventi e progetti, tante idee sono state condivise con i ragazzi. Questo approccio è già in essere in tutto quello che facciamo e portiamo avanti come assessorato”.
Una strada, quella della Consulta, già intrapresa in passato: l’assessore Massimo Mori ha arricchito il dibattito ricordando la propria esperienza a inizio anni Novanta durante il mandato di Massimo Araldi. Una parabola propositiva per questo organismo che, nel corso del tempo, in quella emanazione particolare (l’assessore al tempo era Sergio Visioli) si era affievolita.
L’esperimento venne ripreso anche nel mandato dell’allora sindaco Luciano Toscani e vide un ruolo determinante nella figura di Carlo Sante Gardani. L’allora consigliere delegato in questo specifico ambito, in quel contesto, rappresentò un motore aggregativo in seno alla precedente Consulta, alla luce di un’esperienza pluriennale (anche) nello sport a livello giovanile. Il progetto, però, non proseguì durante il successivo mandato di Claudio Silla.
Il sindaco Filippo Bongiovanni ha espresso perplessità in merito alla reintroduzione di questo organismo. Tempi cambiati, contesti differenti, modalità comunicative ed esigenze diverse: “La Consulta è uno strumento imposto dall’alto, superato. Non mi risulta che molti Comuni ne dispongano, perché hanno capito che le modalità per generare un coinvolgimento effettivo sono altre. Dopodiché, oggi, se un giovane si avvicina al mondo della politica o dell’associazionismo, non ha le porte aperte ma spalancate.
I volontari sono a disposizione per trasmettere ai nuovi arrivati il loro sapere, la loro esperienza. Le possibilità ci sono. Ricordiamo inoltre che oggi ci sono forme di interazione e comunicazione che 15, 20, 30 anni fa non c’erano. L’interesse, la scintilla per la cosa pubblica, deve scaturire dal singolo, individualmente. Tornando a un discorso generale, qualche germoglio c’è: l’associazione Bemolle è molto attiva, così come il Teatro dei Granelli. In Pro Loco sono entrati nuovi volontari, mentre all’oratorio di Santo Stefano don Arrigo Duranti sta facendo tantissimo per i ragazzi”.
In sede di discussione, l’assessore Mori ha menzionato un incontro esteso a Concass, Meraki, Servizi Sociali, associazioni, educatori e dirigenti del Romani e del Santa Chiara per impostare un coinvolgimento “dal basso”, tra i giovani. La volontà di sviluppare idee, capire e strutturare percorsi che possano proseguire autonomamente e slegati dallo schema di una Consulta ad hoc c’è. Così come ci potrebbero essere, in futuro, nuovi spazi, luoghi e contesti d’incontro per i ragazzi, che saranno riferimenti per il futuro, come ricordato dal sindaco parlando del contributo di Fondazione Cariplo sugli Emblematici Minori per l’area dell’ex Macello.
Uno schema d’ampio respiro in cui saranno coinvolte l’Aps Bemolle, Genitori Instabili, Fotocine Casalasco e altre associazioni: “Potremmo svolgere corsi, incontri, coworking, iniziative. In più ricordo Casa Zani con gli Emblematici Maggiori, dove, se tutto andrà bene, potrebbe sorgere a Casalmaggiore una sala prove per gruppi musicali. Un’altra forma di coinvolgimento e aggregazione importante. Cominciamo a fornire luoghi consoni per loro. Ne abbiamo diversi: cerchiamo di renderli ulteriormente attrattivi”.
A mancare alcuni riferimenti “storici”: figure d’impulso che tanto hanno dato (anche) in questa partita, e un contesto che è cambiato radicalmente. A seguire, un contributo arricchito anche dagli interventi di Giuseppe Scaglioni, che ha ricordato il ruolo di raccordo tra la dimensione degli oratori e il mondo associativo, sportivo e culturale, anticamera per un coinvolgimento proattivo nella vita della comunità. Un approdo naturale che, negli ultimi anni, per diversi fattori si è (forse) interrotto o comunque è stato costretto a ricalibrarsi secondo modalità nuove.
Annamaria Piccinelli, esponente di Movimento Vivace e Sostenibile, dopo aver annunciato il voto favorevole, ha rimarcato appunto il problema del coinvolgimento attivo, al netto di alcune eccezioni. Ne è scaturito un confronto e un dialogo di ampio respiro, dove i presenti si sono interrogati, in maniera propositiva, sulle modalità per far appassionare i giovani alla cosa pubblica.
Lo scoglio principale, dunque, è quello della partecipazione. Cinzia Soldi ha rimarcato la difficoltà nel reperire nuovi volontari, avuta in passato in Pro Loco, come esempio di una disponibilità sempre più difficile da intercettare o comunque intermittente. Martina Abelli ha evidenziato la complessità del problema: “Non si può pensare di risolvere una cosa così profonda con azioni istituzionali e amministrative. È un lavoro che ciascuno di noi deve promuovere singolarmente interfacciandosi con i giovani. È solo tramite la nostra passione che possiamo coinvolgerli”.
Luigi Borghesi si è detto contento per il dibattito emerso e, prima del voto, ha dichiarato: “Abbiamo capito tutti la difficoltà del contesto. Lo strumento della Consulta, anche se superato, potrebbe essere utile per far partire qualcosa”. Mano tesa, nei confronti della controparte politica, da Alessia Tascarella: “Elaboriamo insieme una strategia che possa comportare un coinvolgimento dei ragazzi nella nostra comunità. Apprezzo quanto detto dall’assessore Mori su un progetto che parte dal basso, ma vorrei qualche iniziativa in più nel campo delle politiche giovanili. Da parte nostra vi è tutta la disponibilità per trovare una soluzione e collaborare”.
Resta comunque critico il commento di Luciano Toscani: “Non avevamo grandi aspettative circa l’accoglimento di questa proposta. Non abbiamo colto un desiderio di capire, in questa amministrazione, la realtà giovanile e di cambiare la situazione. Pensiamo che ci siano problemi gravi dal punto di vista sociale circa l’isolamento delle persone e, in particolar modo, dei giovani. Una criticità acuita dall’uso sconsiderato dei social. Deve essere obiettivo di un’amministrazione cambiare il corso delle cose o, per lo meno, tentare di offrire una proposta diversa a Casalmaggiore”.
Lorenzo Costa (video Alessandro Osti)