Fomiatti: "Consulta Giovani,
occasione persa per Casalmaggiore"
L’ex consigliere comunale Gabriel Fomiatti critica la bocciatura della mozione per istituire la Consulta dei Giovani a Casalmaggiore: “Persa un’opportunità per coinvolgere le nuove generazioni"
“Un’altra occasione mancata per Casalmaggiore”: Gabriel Fomiatti, ex consigliere comunale, non nasconde il proprio disappunto per il respingimento della mozione, discussa durante l’ultimo Consiglio comunale, per l’istituzione della Consulta dei Giovani. Un organismo che, nella sua lettura, non sarebbe affatto superato, come affermato invece dall’amministrazione.
Per Fomiatti, dunque, si è persa un’opportunità “per costruire un ponte tra le istituzioni e le nuove generazioni, per promuovere la partecipazione civica e per riaccendere quel senso di appartenenza alla comunità che, da troppo tempo, si sta affievolendo”.
Preso atto di una criticità a livello ben più ampio rispetto a dinamiche locali, secondo Fomiatti, è proprio nel contesto dei territori — e di Casalmaggiore in particolare — che bisognerebbe impostare un’azione decisa per coinvolgere i ragazzi:
“È a livello comunale che possono e devono essere sperimentate le forme più concrete di cittadinanza attiva, perché è qui che i cittadini vivono quotidianamente il rapporto con le istituzioni. La Consulta Giovani non è uno strumento superato, ma un mezzo moderno per ascoltare, valorizzare e responsabilizzare i ragazzi e le ragazze del territorio. È uno spazio di confronto, di proposta, di crescita civica, dove le nuove generazioni possono portare idee, energie e sensibilità che troppo spesso restano inascoltate“.
Fomiatti continua nella propria argomentazione: “Sostenere che simili strumenti siano inutili significa rinunciare a una parte vitale della comunità, chiudendo la porta proprio a chi dovrebbe essere protagonista del futuro di Casalmaggiore. In un momento storico in cui la fiducia nelle istituzioni è ai minimi, in cui l’astensionismo cresce e la partecipazione si riduce, ogni amministrazione ha il dovere morale e politico di impegnarsi per ricostruire quel legame tra cittadini e cosa pubblica. Rifiutare la creazione di un canale ufficiale di dialogo con i giovani significa voltarsi dall’altra parte di fronte a una delle emergenze democratiche più gravi del nostro tempo”.
L’ex consigliere comunale prosegue: “La politica locale dovrebbe essere la prima palestra di partecipazione e di responsabilità. Invece, ancora una volta, abbiamo assistito a un gesto di chiusura, a un segnale di disinteresse verso le nuove generazioni e verso la stessa idea di partecipazione civica. Chi parla continuamente della necessità di coinvolgere i giovani dovrebbe dimostrarlo con i fatti, non respingendo proposte concrete che vanno esattamente in quella direzione.
Casalmaggiore aveva la possibilità di dare un segnale diverso: di fiducia, di apertura, di visione. Purtroppo ha prevalso la paura del confronto e la mancanza di volontà politica di innovare. Il bisogno di partecipazione non si cancella con un voto contrario: continueremo a sostenerlo, perché senza il contributo dei giovani non può esserci futuro per la nostra comunità”.
L.C.