Politica

Fondazione Busi, scintille
tra amministrazione e minoranza

Tensione in aula per la nomina del nuovo componente del Cda Busi. Dopo le dimissioni di Bozzetti, il Consiglio elegge Angiolini tra polemiche, accuse e richiami alla trasparenza dalla minoranza

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Alta tensione in Consiglio Comunale prima dell’elezione del nuovo componente del Cda della Fondazione Busi.

Un passaggio amministrativo che si è reso necessario a seguito delle dimissioni rassegnate da Roberta Bozzetti, scelta all’insediamento dell’attuale organismo come espressione della minoranza. E proprio sul posto vacante – poi assegnato, dopo le operazioni di voto, al neoeletto dott. Angelo Angiolini, profilo individuato da Casalmaggiore la tua città – si è condensato il dibattito. Un difformità di vedute, ovviamente, non sul nuovo ingresso nel Cda, ma sulle motivazioni della precedente dimissione.

Un confronto acceso sulla Fondazione, sulle dinamiche interne e su scelte del passato, più o meno recente, in cui non sono mancati momenti di divergenza, netta, all’interno del consesso cittadino.

Nel frattempo, venerdì 14 novembre, presso il Salone dei Marinai, si terrà la presentazione dei risultati dei lavori ad un anno dall’insediamento del Cda. In quel frangente la dottoressa Bruna Masseroni relazionerà e illustrerà ai presenti un anno di lavoro, progetti, proposte, in una panoramica tra sfide per il futuro, risultati conseguiti e attesi.

Tornando alla nomina in sala consiliare, le motivazioni della decisione di Bozzetti sono state al centro dell’intervento di Luciano Toscani. Il capogruppo di opposizione ha esordito parlando del nome proposto per l’avvicendamento, il dott. Angiolini: “Ritengo che abbia tutta l’esperienza per essere utile e operare al servizio degli ospiti della struttura al fine del perseguimento del loro benessere, il nostro obiettivo più importante. Se eletto, darà il suo contributo con grande spirito di collaborazione”.

Fatta questa premessa, Toscani ha affrontato il vulnus della questione, ravvisando in una situazione ambientale “non facile” l’elemento che, in un contesto congiunturale già complesso, avrebbe indotto la dimissionaria a terminare anzitempo la sua esperienza nel nuovo organismo, ben prima rispetto alla scadenza naturale del mandato. “La dott.ssa Bozzetti, che ringraziamo per il proprio lavoro, agisce con la propria testa, non accetta forzature, imposizioni politiche, pressioni. È stata estromessa dalla vita dell’ente, impossibilitata a studiare le carte, oggetto di pressioni. Ha dovuto dare battaglia per vedersi riconoscere i più elementari diritti di un consigliere di accesso agli atti, fino alla decisione di dimettersi.

Inoltre, ribadiamo anche la necessità di fare chiarezza su quanto avvenuto negli anni precedenti sul bilancio della Fondazione a seguito della ristrutturazione del Turati. Chiediamo che il nuovo consigliere eletto possa andare a fondo e studiare le carte. Inoltre, chiedo se sia possibile riconsiderare la decisione di vendere Casa Fontana, parte importante del patrimonio della Fondazione. Ribadisco quanto detto due mesi fa: se fosse rinviata la decisione sull’immobile potremmo dare una mano nel cercare i fondi per ristrutturarla”.

Parlando di Casa Fontana, Toscani ha suggerito alcune possibilità d’uso futuro: “Potrebbe essere oggetto di ristrutturazione per creare soluzioni abitative a favore degli infermieri o degli operatori della sanità”. Detto del dott. Angiolini, l’altro nominativo proposto dai banchi di minoranza è stato quello del dott. Adamo Manfredi, laureato in Economia e Commercio, profilo suggerito da Annamaria Piccinelli di Movimento Vivace e Sostenibile, in virtù della sua esperienza contabile: “Penso che questo tipo di professionalità possa essere molto utile all’interno della Fondazione per le problematiche pregresse. Inoltre, non ha mai avuto relazioni, professionali o di alcun tipo, con alcun membro del Cda; ci sembra una buona candidatura anche da questo punto di vista”.

All’argomentazione di Toscani ha replicato il sindaco Filippo Bongiovanni. “Mi sento di intervenire perché ho sentito cose incredibili. Si parla di persone che non sono presenti. Non mi sembra che in questo consesso si sia mai offeso nessuno. Anche io ringrazio la presidente Bozzetti per quello che ha fatto, perché lo ha fatto con il cuore e con spirito di servizio”.

Una lettura, quella del capogruppo di minoranza, respinta in toto dal primo cittadino, che ha rivendicato l’ingresso – alla luce delle competenze e di un trascorso maturato in anni e anni – di chi è ora alla guida della Fondazione Busi: “Vi era una situazione che richiedeva, per la sua complessità, l’ingresso di manager della sanità. Possono essere state scelte positive o non positive, condivisibili o meno, ma non c’è mai stata alcuna imposizione e allo stesso tempo non ci sono state forzature politiche. Il Cda del Busi si assume le responsabilità del proprio operato, così come facciamo noi in questa sede”.

Su Casa Fontana, un’altra precisazione: “C’è stata una manifestazione d’interesse da parte di un privato interessato all’acquisto. Se dobbiamo guardare al passato, allora mi sorgono delle domande: chi, perché e con quale motivazione ha acquistato Casa Fontana? Aveva quel valore al tempo? Che cosa se ne voleva fare al momento? Perché non è stato fatto? I problemi economici e la crisi di cassa della Fondazione Busi derivano da quell’operazione, non da altro“.

Il sindaco ha posto sul tavolo un’altra questione: “Ritengo doveroso ricordare che stiamo parlando di strutture accreditate, obbligate a rispettare determinati standard e parametri. Se non li hai, rischi sanzioni gravi, procedimenti e magari la chiusura di alcuni settori. Non è uno scherzo e per questo ringrazio coloro che oggi reggono, gratuitamente, la nostra Fondazione, per il bene della comunità. Mi sembra il minimo portare loro rispetto”.

Nel corso della discussione è intervenuto anche Luigi Borghesi: “Senza entrare nel merito, ci basta richiamare il Cda stesso sul dovere di consentire a tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza la massima partecipazione ai consigli stessi, in particolare con orari compatibili con le esigenze lavorative dei singoli; altrettanto importante produrre la relativa documentazione, comprensiva dei verbali, inviata per tempo al domicilio di ciascuno, esattamente come si fa in Consiglio Comunale. Un consigliere deve sempre essere messo al corrente di ogni iniziativa amministrativa o assistenziale presa dalla direzione al di fuori delle sedute consiliari, in un clima di assoluta trasparenza e reciproco rispetto”.

Analoghe considerazioni sono state espresse, sempre dalle fila di Casalmaggiore la tua città, da Alessia Tascarella, la quale ha manifestato perplessità circa le modalità di accesso agli atti nel nuovo corso: “A differenza di prima, i documenti ora non sono più trasmessi digitalmente, ma sono visionabili di persona nell’ufficio del direttore amministrativo. Una scelta anacronistica rispetto al presente”.  Angiolini è stato eletto con quattro voti favorevoli, tre preferenze per Manfredi, sei schede bianche e una nulla.

L.C.

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