Attenzione ai giorni di sforamento
Al lavoro per diminuire le PM10
Il dato medio provinciale resta sotto la soglia di 40 µg/m³, ma Cremona, Crema e alcuni comuni vanno oltre il limite dei 35 giorni/anno di supero. Bene Casalmaggiore
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La normativa vigente, insieme al non superamento della soglia media annuale di 40 µg/m³ rispettato in tutti i comuni della Provincia (CLICCA QUI per tutti i dati), stabilisce che il valore giornaliero limite di 50 µg/m³ non può essere superato all’infinito, limitando a 35 le giornate nell’anno di smog elevato. Ed è il tema degli “sforamenti”, sul quale ARPA Lombardia è categorica: ”Il limite sul numero di giorni di superamento della media giornaliera del PM 10 rimane uno dei parametri di più difficile conseguimento, non rispettato ancora in 8 capoluoghi di provincia su 12. Il 2024 è stato caratterizzato da episodi di accumulo di inquinanti in atmosfera piuttosto prolungati nel tempo, che hanno causato un aumento del numero di giorni di superamento del valore limite del PM 10 rispetto all’anno precedente.”
Cremona, in effetti, secondo i dati fornita da ARPA Lombardia, nel 2024 ha sommato 49 giorni di sforamento della soglia giornaliera dei 50 µg/m³ a fronte dei 52 giorni di Crema, e dei 32 di Casalmaggiore, che tra i tre centri maggiori è l’unico che rispetta, anche riguardo ai giorni di sforamento della soglia giornaliera, la normativa vigente.
Gli altri centri più popolosi sforano tutti la soglia limite dei 50 µg/m³ per più dei 35 giorni fissati dalla normativa. Soresina, in testa, con 62 giorni, precede Soncino (55), Castelleone (54), Offanengo (52), Castelverde (51), Pizzighettone (49), Bagnolo Cremasco (46), Rivolta d’Adda (44), Pandino (42) e Spino d’Adda, con 39 giorni di sforamento della soglia limite giornaliera. Insomma, se sulla media annua (40 µg/m³) tutti i comuni cremonesi rispettano la normativa i giorni di sforamento del limite giornaliero sono spesso oltre i 35 nel corso dell’anno. E se, tra i centri maggiori, rientra solo Casalmaggiore, con 32 giornate di aria cattiva, sono tanti i comuni della Provincia che difettano.
Per la cronaca anche il comune con il miglior dato medio annuo Torricella del Pizzo, (25,8 µg/m³) sconta 28 giornate oltre il limite dei 50 µg/m³. È la Pianura Padana, ed è un problema. Il report dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) lo dice chiaramente: se vogliamo ambire a una dignitosa qualità dell’aria, occorre che venga avviata una nuova stagione di politiche ambientali, che portino, da un lato, ad una riduzione sostanziale del trasporto su gomma e, dall’altro, ad una trasformazione strutturale dell’agricoltura lombarda, che deve diversificare le proprie produzioni per ridurre l’eccessivo carico zootecnico. Una sfida importante per la nostra capacità di tenere insieme le esigenze dell’economia e quelle della salute.
Elio Montanari
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