Ambiente

Consumo di suolo, a fine 2023
sotto la media regionale

Il totale del suolo consumato in provincia di Cremona è nell’ordine del 10,5% del totale della superficie. A livello lombardo la media regionale è del 12,2%

Sono 1.232,6 gli ettari di suolo consumato in provincia di Cremona tra il 2006 e il 2023 (qui tutti i dati comune per comune); un aumento che, in percentuale, è nell’ordine del +7,1%, in linea con i dati delle province lombarde: Lodi al +7,2%; Bergamo al +6,8%, Brescia al +6,6% e Mantova al +6,4%. Fanno meglio Pavia (+5,8%), Milano (+5,3%), Sondrio e Monza e della Brianza (+4,2%), Como (3,8%), Varese (+3,5%) e Lecco (+2,8%).

Giova, tuttavia, osservare che, nel 2023, la superficie di suolo consumata in provincia di Cremona sul totale della superficie provinciale è nell’ordine del 10,5%, più basso di quello della media regionale (12,2%), lontano dal 40,8% di Monza-Brianza, dal 31,9% di Milano e dal 21% di Varese e in linea con le altre province e con solo Pavia (9,6%) e Sondrio (2,7%) a livello più basso. La provincia di Cremona ha un territorio abbastanza esteso, pari a 177.100 ettari, dei quali 18.633,36 coperti alla fine del 2023, appunto il 10,52%. Peraltro, tra il 2022 e il 2023 in provincia di Cremona sono stati consumati altri 42 ha di suolo, molti meno dei 147 ha di Brescia e dei 145 ha di Milano, ma più di quanto consumato nelle province di Sondrio, Como, Lodi e Mantova, con il valore più basso, nell’ordine dei 26,2 ha.

Questo è quanto emerge dai dati contenuti nel rapporto 2024 dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Gli ultimi dati ci mostrano che, purtroppo, il consumo di suolo continua a crescere significativamente nel 2023. I fenomeni di trasformazione del territorio agricolo e naturale in aree artificiali si mantengono stabilmente sopra i due metri quadrati al secondo e hanno riguardato oltre 72 chilometri quadrati in un solo anno. Si tratta certamente di un ritmo non sostenibile, che dipende anche dall’assenza di interventi normativi efficaci in buona parte del Paese o dell’attesa della loro attuazione e della definizione di un quadro di indirizzo omogeneo a livello nazionale.

Peraltro, nell’ambito del territorio provinciale si evidenziano dati assai eccentrici considerando l’incremento netto di consumo del suolo tra il 2006 e il 2023. Cremona con 76,7 ha di suolo consumato tra il 2006 e il 2023 precede nella graduatoria del consumo del suolo, Casalmaggiore (55,7 ha) e Piadena-Drizzona (46,6 ha) mentre, negli ultimi 17 anni, sono complessivamente ben 17 i centri dove si superano i 20 ha di suolo consumato. Tra questi, oltre la soglia dei 30 ettari si collocano Spino d’Adda (35,2 ha), Crema (32,9), Sesto e Uniti (32,6) e Sergnano (31,4 ha), che precede di poco Offanengo (29,9 ha) e, con consumi decrescenti: Castelleone, Soncino, Castelverde, Rivolta d’Adda, Pozzaglio ed Uniti, Bordolano, Dovera, Bagnolo Cremasco e Robecco d’Oglio e (21,04 ha).

Sono localizzati nella parte più occidentale della provincia la metà dei 17 comuni che hanno consumato più di 20 ettari tra il 2006 e il 2023, da Rivolta d’Adda a Castelleone, passando per Crema. Poco o nullo il consumo del suolo in una quarantina di centri che, nell’ arco dei 17 anni in esame, consumano meno di 5 ettari, con, tra questi, con meno di un ettaro consumato, Olmeneta (0,09 ha), Derovere, Cumignano sul Naviglio, Torlino Vimercati, Spineda, e Isola Dovarese (0,86 ha).

Valori molti diversi, quindi, tra i comuni cremonesi con i primi 21 centri per estensione del suolo consumato tra il 2006 e il 2023 che hanno coperto la metà dell’intero consumo nella provincia di Cremona. La concentrazione del consumo del suolo nei centri maggiori si evidenzia con un dato: i 10 comuni che hanno consumato più suolo superano la superficie consumata complessivamente dai 77 comuni con minore consumo del suolo. L’azzeramento del consumo netto di suolo è un obiettivo necessario anche per il raggiungimento dei target previsti dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal Piano per la Transizione Ecologica.

Lo stop al consumo di suolo dovrebbe avvenire sia minimizzando gli interventi di artificializzazione, sia aumentando il ripristino naturale delle aree più compromesse.

Elio Montanari

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