Qualità dell’aria, nel 2024
confermato il miglioramento
La ARPA Lombardia osserva che, per quanto riguarda il PM 10, in tutte le stazioni del territorio regionale nel 2024 è stato rispettato il valore limite sulla media annua di 40 µg/m3
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Se il 2023 è stato l’anno migliore per la qualità dell’aria, il 2024 vede confermati, nella sostanza, i risultati dell’anno precedente anche nel territorio cremonese (CLICCA QUI per tutti i dati comune per comune).
Parliamo delle polveri sottili, il PM 10, inquinante che ARPA Lombardia tiene monitorato quotidianamente con le centraline e, in assenza di rilevazioni dirette, grazie ad un modello matematico che esprime la media giornaliera delle polveri sottili in tutti i comuni. PM 10 è un acronimo che significa Particulate Matter ≤ 10 µm, ossia materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri. Il particolato è pericoloso perché si insidia nell’organismo umano, a livello del sistema respiratorio.
Per questo inquinante la normativa vigente fissa un limite giornaliero di 50 µg/m³ (microgrammi/metro cubo), con un valore medio che non può superare i 40 µg/m³ nell’anno. La stessa Agenzia, commentando i dati 2024, osserva che, per quanto riguarda il PM 10, in tutte le stazioni del territorio regionale nel 2024 è stato rispettato il valore limite sulla media annua di 40 µg/m3, con concentrazioni paragonabili o di poco superiori a quelle registrate nell’anno 2023, l’anno migliore di sempre, e comunque con valori molto inferiori al 2022.
L’analisi di ARPA Lombardia, che fornisce il dato medio giornaliero per ogni comune cremonese per tutti i 365 giorni del 2024, evidenzia uno scarto tutto sommato modesto, tra il dato medio annuo migliore, registrato a Torricella del Pizzo (25,8 µg/m³) e quelli relativamente peggiori definiti per Soresina e Casalmorano (32,8 µg/m³). Certo, siamo nella Pianura Padana e le polveri sottili ci sono e non possiamo aspettarci i valori bassissimi dei comuni della montagna. Tuttavia, la provincia di Cremona non vede alcun centro nella fascia critica, che avvicina il limite del valore medio che non può superare i 40 µg/m³ nell’anno.
In realtà la maggior parte dei comuni cremonesi, 70 su 113, registra un valore medio annuo di PM10 inferiore ai 30 µg/m³) mentre 43 centri oscillano dai 30 µg/m³ di Volongo ai 32,8 di Soresina e Casalmorano. Uno scarto davvero modesto. Così come modesto è lo scarto tra i comuni con valori relativamente più contenuti, nella media annuale, di PM 10.
Dai 25,8 µg/m³ di Torricella del Pizzo ai 28 di Spino d’Adda si trovano una ventina di centri con le media annuale relativamente migliori a Gussola (26,2 µg/m³), Martignana di Po e San Daniele Po (26,5), Stagno Lombardo e Motta Baluffi (26,6 µg/m³).
Tra i centri maggiori le polveri sottili sono meno presenti a Casalmaggiore (27,2 µg/m³), Spino d’Adda (28), Rivolta d’Adda (28,4), Pandino (28,7), Bagnolo Cremasco (29,4) e Cremona (29,7). Ma davvero lo scarto è con Crema (30,2), Castelverde (30,5), Offanengo (30,6), Pizzighettone (30,8), Soncino e Castelleone (31,2) e si apre, sia pure di poco, solo con Soresina (32,8 µg/m³).
Nel complesso, la sostanziale omogeneità del territorio cremonese, determina una omogeneizzazione dei valori delle polveri sottili con scarti ridotti tra i comuni e valori medi, certamente non modesti, ma ampiamente entro i limiti fissati dalle normative vigenti. Almeno per quanto concerne il non superamento della soglia media annuale di 40 µg/m³.
Elio Montanari
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