Cronaca

Onda Talk 3, insieme contro
discriminazione e transfobia

La terza edizione di Onda Talk ha riunito attivisti e associazioni lgbti+ per discutere di transfobia e diritti. Soddisfazione per la buona riuscita dell’evento organizzato dal Collettivo Onda Queer

Il tavolo dei relatori di Onda Talk

Quello di Onda Talk è un format che continuerà a lungo. Uno spazio di confronto e riflessione che, grazie alla regia del Collettivo Onda Queer e all’impegno (costante) dei suoi attivisti, proseguirà ancora in futuro.

L’obiettivo resta quello della prima ora, di quando il Collettivo mosse i primi passi: fare informazione, sensibilizzare la cittadinanza, porre al centro del dibattito questioni e temi della comunità lgbti+. Obiettivo centrato anche nel corso del partecipato appuntamento svoltosi domenica 23 novembre a Casalmaggiore e intitolato Trans Live Matter. Al Caffè Centrale, in Piazza Garibaldi, si è riflettuto sul fenomeno della transfobia, ancora diffuso in tutto il Paese.

La terza edizione di Onda Talk si è svolta in occasione del TdOR 2025, il Transgender Day of Remembrance, una giornata importante per la comunità lgbti+, durante la quale si ricordano le vittime di discriminazione, odio e violenza di stampo transfobico. All’iniziativa hanno contribuito Arcigay La Rocca e L’Ottavo Colore, storiche associazioni lgbti+ di Cremona e Parma. È stata un’opportunità per riflettere sul fenomeno della transfobia, purtroppo ancora molto diffuso in tutta Italia.

Lorenzo Lupoli, vicepresidente di Arcigay Cremona e Onda Queer, ha moderato l’incontro, arricchito dalla presenza di Elena D’Epiro e Gabriele Menegalli de L’Ottavo Colore. Da esponenti di altre associazioni aderenti al talk, tra cui MIA e il Comitato Cremona Pride, sono arrivati ulteriori contributi che hanno ampliato lo spettro delle tematiche trattate.

Da parte di Lupoli la soddisfazione per la risposta positiva all’incontro. Una riflessione in cui emerge, in parallelo, la consapevolezza di come momenti di approfondimento come quello di domenica siano necessari per dare il giusto risalto a temi da cui non ci si può sottrarre, anche alla luce di episodi di cronaca, purtroppo, sempre più frequenti.

Per l’attivista queer “è stata un’iniziativa importante per i temi trattati, che solitamente sono considerati divisivi ma, nella fattispecie, hanno coinvolto un pubblico eterogeneo che si è mostrato attento e interessato. Eventi come questo – aggiunge Lupoli – dimostrano che, quando i bisogni non trovano spazio di espressione nel dibattito pubblico, è anche compito nostro, di tutta la comunità, impegnarsi perché emergano e venga data loro voce”.

Per Lupoli, come più volte sottolineato durante l’incontro, “la collaborazione e il dialogo con le istituzioni possono fare la differenza. A Casalmaggiore, su queste e altre tematiche, le istituzioni locali sono completamente assenti, a differenza di altre città della provincia, come Cremona e Crema.

È falsa, dunque, la narrazione secondo cui gli enti locali non possono fare nulla in materia. Ci vorrebbe maggiore onestà intellettuale nell’ammettere che si tratta esclusivamente di una mancata volontà politica, scelta che esclude una parte di comunità discrezionalmente. Noi – conclude Lupoli – continueremo a coinvolgere, trasversalmente, tutte e tutti, consapevoli che si tratta di un lavoro di rete lungo e faticoso, ma necessario”.

I presenti all’incontro promosso da Onda Queer

L.C.

 

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