Cultura

L'anniversario di Papa Benedetto XV e quel legame con Casteldidone

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Ricorre in questi giorni il 104esimo anniversario della morte di papa Benedetto XV, morto il 22 gennaio 1922, prozio dei conti Angelo Persico Licer e Ottone Persico Licer del castello Mina della Scala di Casteldidone.

Castello che è scrigno prezioso e significativo della memoria del grande e indimenticato pontefice.  Il luogo è stato al centro, doveroso ricordarlo, in questi anni, di un importante progetto di valorizzazione degli di ambienti arredati e affrescati ed  il più importante intervento è stato legato proprio alla figura di Papa Benedetto XV, Giacomo Della Chiesa, Sommo Pontefice dal 1914 al 1922, illustre antenato degli attuali proprietari.

L’impegno dei Conti Angelo, Ottone e Vittoria Persico Licer, in questi anni,  è stato quello relativo alla Cappella da Camera privata di famiglia, ambiente di preghiera e devozione privata recuperato e musealizzato; in passato aperto solo parzialmente e in rarissime occasioni ed ora pienamente inserito nel percorso di visita guidata degli ambienti del Castello per la prima volta in assoluto.

La Contessa Giulia Persico Della Chiesa, sorella del Pontefice, fu per tutta la sua vita fedele custode scrupolosa e attenta della memoria del fratello, dal periodo in cui fu Arcivescovo di Bologna e per tutta la durata del Pontificato, raccogliendo e conservando gelosamente lettere, cimeli, ricordi, immagini e oggetti a lui appartenuti, un grande patrimonio del tutto inedito ancora oggi altrettanto gelosamente conservato e valorizzato dai proprietari.

Nella Cappella, collocata al primo piano del Castello si conservano preziosi e rarissimi oggetti, come l’Altare mobile da camera utilizzato personalmente dal Pontefice per la celebrazione della Messa, oggetti liturgici a lui appartenuti, dipinti, stampe, ma anche lettere, fotografie autografate e reliquie. Il progetto ha visto  la consulenza e supervisione dello studioso e critico d’arte parmense Giovanni Godi.

Fu  Papa Benedetto XV,  all’anagrafe Giacomo Paolo Giovanni Battista della Chiesa un fermo oppositore della Prima Guerra Mondiale, da lui giustamente definita “inutile strage”, apparentemente dotato di ottima salute (fatto di cui lo stesso Papa amava vantarsi, affermando di aver speso in tutta la sua vita meno di 3 lire in medicine).

Si spense, il pontefice, il 22 gennaio 1922 a causa di una broncopolmonite, contratta dopo che il suo autista arrivò a prenderlo in ritardo nei Giardini Vaticani, lasciandolo troppo a lungo sotto le gelide piogge invernali.  Oggi il maniero di Casteldidone continua a rappresentare un luogo “del cuore” legato alla sua venerata memoria.

Da evidenziare anche che proprio da quest’anno la collaborazione tra il castello Mina della Scala e la Casa Museo Antonio Ligabue diventa continuativa con mostre, proposte culturali ed eventi che troveranno spazio nelle sale del maniero, accanto a iniziative autonome.

L’obiettivo è quello di far “rivivere” il castello, con un’apertura costante nel tempo ed un calendario sempre ricco di appuntamenti. “Uno dei grandi traguardi sui quali stiamo già lavorando – ha già annunciato la vicepresidente della Casa Museo Antonio Ligabue Claudia Fragni – è quello di portare Antonio Ligabue, che visse a lungo nel fienile della Casa Museo ospite della famiglia Caleffi, al Castello di Mina della Scala, questa volta come ospite dei Conti Persico Licer: un grande sogno dell’artista che finalmente potrà diventare realtà”.

Eremita del Po, Paolo Panni

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