Dai Pokémon a Darwin per capire l'evoluzione: il nuovo laboratorio a Torre de' Picenardi
Il progetto, ideato da Davide Mometto, ha l'obiettivo di creare un ponte tra mondo naturale e immaginario nel trentesimo anniversario dell'Universo Pokémon
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Nell’ambito del Piano delle Arti dell’Istituto Comprensivo Sacchi, dove creatività ed espressività diventano strumenti per leggere e interpretare la realtà, si inserisce il laboratorio “Darwin-Pokémon”, realizzato nelle scuole di Torre de’ Picenardi. Un progetto capace di unire didattica e divulgazione scientifica attraverso linguaggi vicini alle nuove generazioni, trasformando un tema complesso come l’evoluzione in un’esperienza coinvolgente.
L’attività, ideata da Davide Mometto, da anni impegnato nella divulgazione scientifica nelle scuole, è stata rivolta alla classe quinta della Scuola Primaria in occasione di un anniversario speciale: il 27 febbraio 2026 ricorrono infatti i trent’anni dall’uscita internazionale dei Pokémon.
Alla base del laboratorio vi è un approccio ludo didattico, che utilizza il gioco come strumento per facilitare l’apprendimento.
L’obiettivo è creare un ponte tra mondo naturale e immaginario dei cartoni animati, sfruttando la familiarità dei bambini con l’universo Pokémon per introdurre il concetto di evoluzione per selezione naturale. Gli alunni sono stati guidati nell’osservazione di somiglianze e differenze tra Pokémon e organismi reali.
“Pur evolvendo entrambi – spiega Mometto – nei Pokémon l’evoluzione avviene in pochi istanti, mentre in natura richiede migliaia di anni. Molti Pokémon traggono ispirazione da esseri viventi: Victreebel ricorda una pianta carnivora del genere Nepenthes, mentre Scyther richiama la mantide religiosa“.
Il legame tra immaginazione e scienza trova conferma anche nella ricerca biologica.
Negli ultimi anni, un team di studiosi di Shanghai ha scoperto nei sotterranei della città una nuova specie di scarafaggio del genere Nocticola, battezzata Nocticola pheromosa in riferimento al Pokémon Pheromosa, per la sorprendente somiglianza.
Gli stessi ricercatori, appassionati di Pokémon fin da giovani, hanno voluto così rendere omaggio alla cultura pop che li ha accompagnati nella crescita.
Un ulteriore elemento di vicinanza con gli alunni è rappresentato dall’aspetto generazionale. Quando la serie Pokémon arrivò in Italia, Mometto frequentava proprio la classe quinta della scuola primaria, la stessa età dei suoi studenti di oggi.
“Ricordo ancora la prima puntata trasmessa su Bim Bum Bam“, racconta con un sorriso. Un dettaglio che ha creato un ponte simbolico tra passato e presente, rendendo il racconto ancora più coinvolgente e rafforzando il legame con i bambini.
Complice il camice indossato durante le attività di laboratorio, per un giorno Mometto si è sentito nei panni del professor Oak, il celebre ricercatore della serie animata, accompagnando i “giovani allenatori” in un percorso fatto di osservazione e curiosità.