La nuova comunità giovanile ghanese è realtà: festa in San Francesco
La comunità ghanese, peraltro, aveva celebrato nel 2019 i dieci anni dalla propria nascita a Casalmaggiore, nata come diramazione della grande comunità di Reggio Emilia: una realtà che, come si vede, è sempre più integrata nel territorio
Il nuovo gruppo giovanile parrocchiale, che fa riferimento alla comunità ghanese — la più numerosa a Casalmaggiore — si è presentato domenica durante la Santa Messa delle ore 15 nella chiesa di San Francesco. Un momento che ha segnato una sorta di nuovo “battesimo” all’interno del tessuto sociale e spirituale della comunità casalese.
«È una giornata — spiega la guida spirituale don Prince Ampong — per inaugurare questo gruppo giovanile. Ma non è soltanto un’inaugurazione: è anche il momento per dare spazio ai giovani, perché possano crescere insieme e fare amicizia. Ringraziamo quindi il Signore per questo tempo bellissimo che ci ha donato».
«Oggi inauguriamo il nostro gruppo giovanile — conferma Priscila Agyei Fobi, presidente dell’associazione — e la nostra visione è aiutare la Chiesa nelle attività, come la preghiera dei fedeli e le letture. Sarà anche una piattaforma in cui i giovani potranno trovare amicizie e condividere idee. È una buona iniziativa, perché i giovani sono il futuro della Chiesa e quindi, secondo me, è sempre importante investire su di loro».
La comunità ghanese, peraltro, aveva celebrato nel 2019 i dieci anni dalla propria nascita a Casalmaggiore, nata come diramazione della grande comunità di Reggio Emilia: una realtà che, come si vede, è sempre più integrata nel territorio.
«Certo — sottolinea don Claudio Rubagotti, parroco di Casalmaggiore, con la comunità rappresentata in chiesa anche dal sindaco Filippo Bongiovanni — il mio auspicio è che questi giovani, insieme ad altri giovani, anche cattolici italiani, possano intraprendere un cammino comune. Ben venga quindi questa realtà, nella speranza che possano intrecciarsi relazioni tra i nostri giovani e i loro, così da diventare semplicemente una sola Chiesa».