Cultura e spettacoli

International Festival, l’idea di un fondo pubblico-privato per salvarlo

Secondo le associazioni, la conferma del sostegno istituzionale sarebbe fondamentale per mantenere la credibilità internazionale della manifestazione nei confronti di artisti, partner e pubblico

Un concerto dell'International (video Alessandro Osti)
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A Casalmaggiore il mondo del turismo e del commercio fa fronte comune per garantire il futuro del Casalmaggiore International Music Festival. Federalberghi Cremona, Confcommercio Cremona e il Gruppo Operatori Turistici di Casalmaggiore hanno inviato una lettera ufficiale al sindaco Filippo Bongiovanni proponendo un piano finanziario integrato pubblico-privato per sostenere l’edizione 2026 della storica manifestazione musicale.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: evitare che il Festival, attivo dal 1997 e giunto alla sua 27ª edizione nel 2025, perda continuità proprio mentre si avvicina al traguardo dei trent’anni. Secondo i firmatari, il territorio dispone già delle risorse necessarie o comunque attivabili, purché si costruisca una strategia condivisa tra istituzioni e operatori economici.

Un piano da quasi 50 mila euro

La proposta prevede la creazione di un budget stimato di circa 49.500 euro attraverso la convergenza di risorse pubbliche e private. Nel dettaglio, circa 17.500 euro deriverebbero dalla riallocazione di fondi della tassa di soggiorno inizialmente destinati a due progetti ritenuti non realizzabili nel 2026: la partecipazione alla fiera ExpoTicino di Lugano e l’allestimento della Rotonda del Ponte.

A questi si aggiungerebbero circa 17 mila euro di contributo ordinario comunale, già stanziato nelle precedenti annualità, e altri 15 mila euro raccolti tramite sponsor privati del territorio coordinati da Federalberghi e Confcommercio.

Secondo le associazioni, la conferma del sostegno istituzionale sarebbe fondamentale per mantenere la credibilità internazionale della manifestazione nei confronti di artisti, partner e pubblico.

“Ogni euro investito ne genera quaranta”

Nel documento viene sottolineato anche il forte impatto economico del Festival sul territorio. Gli organizzatori stimano infatti una ricaduta annuale compresa tra 600 e 700 mila euro tra ospitalità, ristorazione, commercio e servizi turistici. Un moltiplicatore che, secondo i promotori, non avrebbe paragoni tra le iniziative culturali locali.

Con il budget ipotizzato, l’Associazione “Amici del Festival” potrebbe organizzare un’edizione 2026 di respiro internazionale, con docenti di fama mondiale, masterclass intensive e una ventina di concerti gratuiti distribuiti tra il Teatro Comunale, l’Auditorium Santa Croce, il Museo del Violino di Cremona e Sabbioneta.

Le richieste al Comune

Nella parte finale della lettera, Federalberghi e Confcommercio avanzano quattro richieste precise all’amministrazione comunale: la riallocazione dei fondi della tassa di soggiorno a favore del Festival, la conferma del contributo comunale ordinario, il sostegno alla campagna sponsor e l’apertura di un tavolo permanente di governance tra enti pubblici e operatori del territorio.

Il messaggio conclusivo è un invito all’unità: “Le risorse per farlo ci sono, o sono attivabili: serve soltanto la volontà collettiva di metterle a sistema”. Un appello che punta a trasformare il Festival non solo in un evento culturale, ma in un vero asset strategico per l’economia turistica del Casalasco.

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