“Con la centralina Arpa è tornato il silenzio. Ma quanto durerà?”
Il dispositivo, incaricato di rilevare i livelli di rumore, deve essere segnalato all'interno del cantiere e dell'area di sosta dei convogli. Ed è proprio da quando è stato installato che, secondo i residenti, la situazione sarebbe cambiata radicalmente
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La centralina di Arpa è arrivata e, improvvisamente, il rumore è diminuito. In via Borgo Fornace, a Piadena Drizzona, i residenti raccontano di essere tornati a dormire dopo mesi di disagi legati ai lavori per il raddoppio ferroviario e alla sosta notturna dei treni. Ma la domanda che ora si pongono è una sola: cosa succederà quando la centralina verrà rimossa?
Il dispositivo, incaricato di rilevare i livelli di rumore, deve essere segnalato all’interno del cantiere e dell’area di sosta dei convogli. Ed è proprio da quando è stato installato che, secondo i residenti, la situazione sarebbe cambiata radicalmente.
«Da quando è stata installata la sonda di Arpa – raccontano – i rumori sono praticamente spariti. I treni sono stati spostati e anche i lavori per il raddoppio si sono fermati. Non è cambiata solo la situazione notturna: anche durante il giorno non si sentono più i clacson dei treni che arrivavano e si segnalavano tra loro. Insomma, adesso non si sente più niente».
Proprio questo cambiamento improvviso alimenta però i dubbi dei cittadini, che temono che le rilevazioni possano non fotografare la situazione reale vissuta fino a pochi giorni fa.
C’è anche chi si è documentato, richiamando una sentenza emessa a Pescara nel 2023, che avrebbe dato ragione ai residenti impegnati in una protesta analoga contro l’inquinamento acustico ferroviario. E i disagi, assicurano gli abitanti di via Borgo Fornace, sono stati segnalati più volte.
«Noi residenti – spiegano – abbiamo inviato diverse segnalazioni sia a RFI sia a Trenord. Anche il sindaco ha trasmesso mail e PEC. Trenord non ci ha mai risposto. RFI, invece, ci ha comunicato che, in accordo con Trenord, i treni sarebbero stati spostati lontano dalle abitazioni. Ma, dopo quella risposta, non è cambiato nulla: i convogli sono rimasti sempre nello stesso punto e hanno continuato a produrre gli stessi rumori».
«Qui alla Fornace – viene inoltre precisato – le case si trovano più in basso rispetto alla stazione. Il rumore si incanala tra gli edifici e rimbomba. Servirebbero finalmente le barriere antirumore, promesse da vent’anni. Ci avevano detto che avrebbero cercato di anticiparne la realizzazione, ma finora non si è visto nulla».
Le conseguenze, raccontano, ricadono direttamente sulla qualità della vita. «Mi è capitato – racconta un residente – di trascorrere intere notti senza riuscire a dormire. Il giorno dopo devo andare al lavoro e faccio fatica perfino a stare in piedi. Ho una famiglia da mantenere e questa situazione non è più sostenibile».