Cronaca

Il Po sempre più in affanno: al Rotary l’allarme sul futuro del Grande Fiume

Il direttore del Consorzio di Bonifica Navarolo Giampietro Lazzari ha parlato ai soci del Rotary CVS delle difficoltà del Grande Fiume, dalla siccità alla risalita del cuneo salino, fino alle conseguenze per l’agricoltura

Bodini, Belluzzi, Lazzari
Gotra, Belluzzi e Bozzetti
Da sinistra: Azzali, Gotra, Belluzzi, Azzi, Lazzari e Bresciani
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Nessuno meglio di un vero “uomo del Po” come Giampietro Lazzari poteva raccontare ai soci del Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta le condizioni del nostro Grande Fiume. Il presidente Giancarlo Belluzzi ha scelto lui come relatore per la serata del 21 settembre: direttore generale del Consorzio di Bonifica Navarolo, il dott. Lazzari ha conosciuto ed amato il Po fin da bambino, lo ha attraversato in canoa, in barca e (purtroppo) nelle ultime estati quasi praticamente a piedi, lo ha descritto nei suoi racconti, e da qualche decennio si dedica anche ai problemi che sta affrontando.

Perché quel corso di milioni di metri cubi d’acqua aspirati dal Po e distribuiti dal Consorzio, distribuito da Isola Pescaroli a Dosolo attraverso condotte, fossi, bacini, che permette all’agricoltura e all’allevamento di sopravvivere e alle persone di lavorare, ora è in grande affanno. Ci sono ovviamente le autorità preposte ad occuparsene (Autorità di Bacino, organo politico-ministeriale, e Aipo, braccio operativo), ma serve un concerto “armonioso” di forze per frenare la drastica riduzione della portata del Po, e il Navarolo intanto fa la sua parte.

“Il Po vive non di pioggia, ma di ghiacciai e neve: l’innalzamento climatico causa il rapido scioglimento dei primi e ha tagliato del 50% le precipitazioni nevose, rendendo la situazione irreversibile. Le conseguenze di un fiume così magro si ripercuotono sulle coltivazioni, quella del mais soprattutto, alimento indispensabile per gli allevamenti suini e bovini, che sono parte importante della nostra economia locale; senza dimenticare i circa 35 km di terreni ‘bruciati’ dall’acqua marina alla foce per la risalita del cuneo salino: lì non si può coltivare più niente”.

Una delle soluzioni che venne prospettata intorno agli anni Duemila fu la bacinizzazione, intervento che poteva “tenere ferma” l’acqua perché non finisse in mare, attraverso sbarramenti e invasi, ma il progetto non fu mai messo in atto, nonostante i buoni risultati ottenuti in diversi stati europei.

Per Lazzari non si prospettano soluzioni, il suo triste pessimismo emergeva quasi ad ogni considerazione, anche pensando a quanta acqua sia necessaria per il raffreddamento dei data center… e nel contempo ricordando che, oltre alla siccità ci aspettano le piene, che di certo arriveranno (“importantissime”), ma non con la stagionalità “tradizionale” a cui eravamo abituati: “Si sta ragionando su dove ‘fare la rotta’ per evitare il peggio”.

Allora, cosa possiamo fare? Non convince la strada intrapresa per la rinaturazione del Po, con la (ri)creazione di lanche a discapito della coltivazione del pioppo: “Se i metri cubi d’acqua sono quelli, e sono pochi, che senso ha spargerli ulteriormente in altri bacini, favorendone la dispersione?”

Bisogna pensare ad altro e per Lazzari si deve lavorare sulla rimodulazione delle coltivazioni e sul miglioramento delle reti di distribuzione. Sono interventi costosi e lunghi, ma il Consorzio Navarolo sta da tempo intercettando, e spesso vincendo, bandi che permettono di ammodernare il sistema dei canali, di sprecare meno acqua, di mettere in funzione condotte in pressione: “E gli impianti di bonifica risalgono a un secolo fa, devono essere manutenuti: cerchiamo di intercettare fondi per ottimizzare le nostre strutture”.

Sono stati il presidente Belluzzi, Rosario Pisani, Alberto Grazzi, Mauro Acquaroni e Federico Froldi a chiedere al direttore del Navarolo ulteriori approfondimenti, mentre poi la conviviale ha toccato un altro tema, comunque strettamente legato a quello affrontato da Lazzari: la valorizzazione del pioppo. Se ne vuole occupare, e chiede per questo la collaborazione del RC CVS, il Rotary Eco Passport del Distretto 2072, il cui rappresentante Stefano Gotra ha coinvolto Romeo Azzali, presidente della sezione Emilia Romagna della Associazione Pioppicoltori Italiani, nonché Nicoletta Azzi, AD di Panguaneta: l’idea è quella di organizzare un grande evento pubblico, di studio, approfondimento e ricerca, che possa diffondere il valore del pioppo (Azzali lo chiama PIO PO) per l’ecosistema Po, scrostando lo stigma che lo ha sempre accusato di inquinare e rovinare l’ambiente. “Sono piccoli santi che difendono il fiume e tutti noi: i pioppi sono una eccellenza da valorizzare e con queste collaborazioni che stiamo allacciando confidiamo di parlarne a livello nazionale”.

lf

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