Il Centro di Medicina dello Sport sarà gestito dalla Ortorad Srl di Mantova
L’obiettivo era mantenere nel comprensorio Oglio Po-Parma un servizio obbligatorio per legge, senza il quale famiglie, società sportive e atleti sarebbero stati costretti a spostarsi verso i centri delle città di Cremona e Mantova
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Il bando per la gestione del Centro di Medicina dello Sport in zona Baslenga, a Casalmaggiore, va a Ortorad Srl: lo rende noto un certificato di subentro firmato dalla Regione Lombardia per quanto riguarda l’assessorato al Welfare con la DG Laura Chiappa.
Si chiude così positivamente – salvando dunque il servizio – una vicenda che nell’ultimo anno e mezzo rischiava in realtà di non avere un lieto fine. L’Atletica Interflumina, non riuscendo più a gestire il Centro di Medicina dello Sport per l’assenza di medici, aveva infatti rimesso il mandato, dopo una gestione “ad interim” da parte di Benacus Lab.
Successivamente il Comune, seguendo la convenzione e l’accordo in essere – che prevedeva una concessione trentennale ma che è cessata anticipatamente – ha preso in mano la situazione formalizzando il bando. Ortorad Srl, che è risultata la partecipante migliore come punteggio complessivo, ha la propria sede principale a Mantova.
«Il traguardo è stato raggiunto – commenta Carlo Stassano, presidente dell’Interflumina – e si chiude così una lunga sofferenza. Tuttavia siamo riusciti a salvare la medicina sportiva agonistica con la gratuità per i minori nel comprensorio Oglio Po-Parma. Da lunedì 9 marzo 2026 la gestione passerà a Ortorad Srl e per atleti, famiglie e società sportive non cambierà nulla.
È stata una grande sofferenza per l’Interflumina che, in modo pionieristico, grazie alla lungimiranza dell’allora presidente Pietro Bonfatti Paini e del consigliere Luciano Morselli, aveva fortemente creduto nella necessità di salvare un servizio che era stato abbandonato dalle stesse istituzioni sanitarie. Nel 2002 erano infatti stati chiusi i centri di Medicina dello Sport negli ospedali di Casalmaggiore, Viadana e Bozzolo.
L’obiettivo era mantenere nel comprensorio Oglio Po-Parma un servizio obbligatorio per legge, senza il quale famiglie, società sportive e atleti sarebbero stati costretti a spostarsi verso i centri delle città di Cremona e Mantova».