Serre nel nulla: così a Scandolara è naufragato il progetto delle idroponiche
Due ettari di terreno acquistati, stando ai dati forniti in fase di presentazione nel maggio 2019, quando tutto partì, per la prima vera grande serra idroponiche in provincia di Cremona e tra le prime in Lombardia. Poi invece...
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Serre nel nulla: sotto di esse soltanto erbacce, il segno dell’incuria che va avanti da anni. Il simbolo di uno spreco. Un bel progetto, presentato in pompa magna come tra i primi in Italia davvero rivoluzionari, che si è via via sgonfiato a causa del fallimento della ditta che doveva portarlo a termine. E ora, lungo la strada provinciale di Scandolara Ravara, la SP85, restano soltanto i cocchi.
La distesa di serre realizzate a metà è davvero ampia. Le erbacce si sono ormai prese le spazio sottostante, dove dovevano essere coltivati pomodori o altri ortaggi, ma anche la recinzione attorno, che doveva delimitare l’area di cantiere per essere poi rimossa a lavori finiti e che, invece, è rimasta lì, una sorta di memento mori del progetto.
Due ettari di terreno acquistati, stando ai dati forniti in fase di presentazione nel maggio 2019, quando tutto partì, per la prima vera grande serra idroponiche in provincia di Cremona e tra le prime in Lombardia. In totale 6.5 milioni di euro investiti o da investire. L’idea era molto buona, all’avanguardia e per certi versi anticipatrice di tempi e bisogni: utilizzando solo un 10% dell’acqua solitamente sfruttata per nutrire le piante con le tecniche tradizionali, le serre avrebbero consentito di produrre 12 mesi l’anno, grazie all’utilizzo di faretti a led inseriti all’interno delle serre stesse.
Nulla però è andato come doveva e ora resta la necessità di bonificare un’area molto vasta, con una spesa ingente: che il comune non può ovviamente sostenere, tanto che la speranza più concreta è di trovare un imprenditore – magari già legato al mondo agricolo (in zona non mancano) – che possa acquistare il terreno e farsi carico del suo rilancio.